Rimini, “mio fratello morto dopo 7 mesi senza poterci incontrare”

«Mio fratello, invalido al 100%, è morto in ospedale nell’aprile del 2021. L’ultima volta che ho avuto la possibilità di incontrarlo è stato durante l’estate del 2020. Da quell’estate lì non ho più potuto vedere mio fratello». C’è anche la storia di una riminese fra quelle delle tante persone che non hanno avuto la possibilità di stare vicino ai propri cari per un ultimo saluto, a causa delle regole stringenti sulle visite ai familiari ricoverati negli ospedali e nelle Case residenza anziani stabilite per il contenimento del Covid. Era l’aprile 2021, una fase ancora molto delicata nella lotta al Covid e con regole molto probabilmente giustificate. Ma la testimonianza resta lacerante e adesso, che la pandemia sembra in fase di remissione, la rigidità di questa “stretta” viene rimessa in discussione in nome di una migliore qualità della vita di ricoverati e famiglie.

Ancora adesso, prudenzialmente, le norme sull’ingresso sono quanto di più vincolante si possa immaginare, con l’obbligo del Green Pass + tampone negativo (eccezion fatta per chi ha la terza dose) in vigore fino al 31 dicembre, nonostante sia stato eliminato per tutto il resto. E molto spesso i familiari delle persone ricoverate hanno sofferto doppiamente anche per la difficoltà di comunicazione con il personale.

«Quando è scoppiata la pandemia, ed è scoppiato il primo focolaio nella struttura (una Cra della provincia di Rimini, ndr), l’ho saputo tramite Google, che sono andata a vedere, ma non ero neanche stata avvisata – racconta ancora la signora –. Quella volta lì è andato tutto liscio per lui, perché non ha preso niente».

Poi, «quando c’è stato un secondo focolaio, lo hanno trasferito in una Cra del Cesenate. Loro hanno detto che era asintomatico – aggiunge –. È stato tremendo, perché non poterlo mai vedere…. Si è spento. Un invalido al 100% dalla nascita… bisognava andare da questa persona, no? Il conforto dei parenti è una gran cosa».

Anche in questo caso «si è sempre saputo poco – continua –. Si è spento in un modo… si è spento perché non ha avuto più il sostegno di sua sorella. Sono sempre andata… non l’ho mai abbandonato finché si poteva andare. Lui contava molto su di me, perché aveva solo me».

Infine, il ricovero: «Da Cesena è stato poi spostato in ospedale. All’inizio di aprile del 2021 lo hanno ricoverato all’ospedale – prosegue –. Mi ha chiamato la dottoressa dell’ospedale. All’ospedale sono stati molto carini, sì, mi hanno informato su tutto. Purtroppo, però, non sono potuta andare per niente».

Sette mesi senza contatti diretti sono stati «un periodo bruttissimo per me – commenta –. Doverlo abbandonare così, doverlo abbandonare così… Mi è rimasto un segno grande dentro, terribile».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui