Rimini, minacce e furti: parco della Cava ostaggio dei bulli

Offese. Minacce. Umiliazioni. Tentativi di furto. E, quando le cose vanno male, anche qualche schiaffo. Da qualche tempo a questa parte, il Parco della Cava è ostaggio di una “baby gang”. Ragazzini in età da scuola media che bullizzano i più piccoli.

L’ultimo episodio è accaduto martedì pomeriggio quando hanno prima tentato di rubare un cellulare a un bimbo delle scuole elementari, e poi hanno addirittura minacciato i genitori, scesi per chiedere conto di quanto stava accadendo. È dovuta intervenire una pattuglia dei carabinieri perché, nel frattempo, i bulletti avevano chiamato i rinforzi. I ragazzini sono stati tutti identificati.

Una brutta storia

«Purtroppo siamo stati costretti a chiamare le forze dell’ordine perché gli avvertimenti non sono serviti a nulla – racconta un babbo -. È da diverse settimane che questa storia va avanti, abbiamo cercato di avere un dialogo con loro, abbiamo cercato di fare capire che non possono comportarsi in questo modo. Che devono avere rispetto dei più piccoli e anche delle ragazzine che spesso vengono infastidite. Ma non è servito a nulla. Anzi, martedì hanno anche minacciato i genitori, cosa che non era mai accaduta nelle precedenti situazioni».

Una storia venuta a galla grazie al racconto di un bambino che in lacrime ha confessato ai genitori che non voleva più scendere al parco “perché quelli mi picchiano”. «Mio figlio – racconta il papà – fino a qualche tempo fa adorava scendere al parco. Sole, vento, pioggia, non gli interessava nulla. Era sempre lì con gli altri amichetti a giocare. All’improvviso ha smesso di chiederci il permesso di uscire. Io e mia moglie abbiamo pensato che avesse potuto avere qualche diverbio con uno dei suoi amici. Poi, un giorno, ho incontrato la mamma di un amichetto e le ho spiegato quello che stava succedendo e lei mi ha detto che anche suo figlio non voleva più andare al parco. Ho capito che c’era qualcosa che non andava e alla fine, con grande fatica, sono riuscito a fargli confessare che questo gruppo di ragazzini più grandi li disturbano, li minacciano e addirittura tentano di rubare cellulari e soldi. “Ma babbo non raccontarlo a nessuno perché se no questi quando mi vedono me la fanno pagare” mi ha detto con il viso trasfigurato dalla paura».

“Senza freno”

Non solo, altri genitori dicono che sono gli stessi che ogni tanto rubano qualche pezzo di bicicletta.

«Se è per questo hanno anche tentato di vendere un monopattino che sicuramente era stato rubato – interviene un altro genitore -. Martedì, però, abbiamo toccato il fondo perché mai si erano permessi di minacciare gli adulti e siamo stati costretti a chiamare i carabinieri. Alcune mamme sono subito corse e ci hanno chiesto scusa. Sembravano davvero cadere dalle nuvole, come se non sapessero cosa combinavano i figli. Da genitori siamo addolorati. Speriamo che quanto accaduto serva perché la prossima volta la cosa non finirà con una tirata di orecchie, ma siamo pronti anche a denunciare i fatti perché non si può vivere con la paura».

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