Rimini, minacce di morte alla fidanzata: 4 anni e 8 mesi al broker

Quattro anni e otto mesi di reclusione. Il massimo della pena che poteva essere applicata avendo chiesto l’imputato accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali di essere giudicato in abbreviato, rito che prevede lo sconto di un terzo della condanna. Una «sentenza esemplare» il commento dell’avvocato Umberto De Gregorio, legale di parte civile della giovane vittima di violenze verbali e fisiche da parte dell’ex fidanzato Ajaz Shah Hussain, un broker della City londinese che non voleva rassegnarsi alla fine della loro relazione. E a Londra era ieri mattina l’imputato difeso dall’avvocato Gianmaria Gasperoni quando la giudice Raffaella Ceccarelli ha letto il dispositivo della sentenza. Condanna arrivata dopo la dura requisitoria del pubblico ministero Davide Ercolani presentatosi in aula portando con sé anche un ferro da stiro, l’arma usata dal 37enne arabo-inglese per sfregiare il braccio della ex di 10 anni più giovane. L’imputato, infatti, ha sempre sostenuto che la ragazza si fosse autoinferta quella bruciatura. Il Pm con una semplice dimostrazione ha mostrato alla giudice come l’affermazione fosse solo una menzogna costruita male. La Gup Ceccarelli ha anche disposto a favore della giovane, che finalmente è riuscita a ricostruirsi una vita, un risarcimento di 60mila euro quale liquidazione del danno. Dovrà sostenere anche le spese legali della vittima.

Fine di un incubo

La loro relazione era iniziata nel 2018 ed era proseguita per tre anni tra ripetuti tira e molla. Colpa, secondo la giovane, del carattere aggressivo del suo ex fidanzato, che spesso perdeva il controllo e alzava le mani su di lei. Schiaffi, pugni, addirittura una aggressione con tanto di coltello in una mano e smartphone nell’altra per immortalare la scena. A mettere fine all’incubo della ragazza era stata la tempestività con cui la seconda sezione della Squadra mobile, con il via libera del Pm Ercolani, aveva potuto dar seguito alla richiesta d’aiuto fatta dall’avvocato De Gregorio, che in diretta telefonica stava informato gli investigatori della Polizia su cosa stesse accadendo sotto casa della giovane. Qui aveva piantato lE tende il broker seduto nell’abitacolo di una Lamborghini nel pieno del lockdown. E non aveva mollato la presa neppure dopo essere stato identificato e multato dai carabinieri per violazione del “coprifuoco”. Anzi, quando i militari se ne erano andati, si era attaccato al campanello annunciando l’intenzione di «voler dar fuoco alla casa dei genitori». Era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.

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