Rimini. Metano, prezzi impazziti: da 0,90 a 2,250 euro al chilo

Sono stati molti gli automobilisti e gli autotrasportatori che ieri mattina si sono stropicciati più volte gli occhi, non riuscendo a credere a quando stavano vedendo. La colpa di tanta incredulità? La cifra scritta alla voce metano sulla colonna del grande display dell’area di servizio Agip di via Flaminia: 2,250 euro al chilo. A dettare quello che potrebbe essere il record assoluto registrato in Italia da quando i prezzi sono “impazziti” subito dopo la firma dei nuovi contratti dove la materia prima, su “suggerimento” dei petrolieri, viene trattata non a prezzo fisso come in passato ma a tasso variabile, la riminesissima Vulcangas, Spa con sede a Poggio Torriana. Ben 130 per cento in più rispetto alla quotazione di luglio, dove un chilo alla pompa era pagato poco più di 0,90 euro. Un pugno allo stomaco perché nello stesso comune di Rimini, nel raggio di pochi chilometri, grazie alle riserve e ad accordi vecchi ancora in vigore, sulla Tolemaide, ai distributori Gep e Vega (catena che ha rilevato tutte le pompe Coop), il metano (nel primo caso il Gnl quello di ultima generazione), vengono serviti rispettivamente a 1,669 e 1,959 euro al chilo.

Cosa sta succedendo

«Sono tante le variabili che incidono sul conto finale – spiega Maurizio Cardinali Pietracci – proprietario della Metano Ch4 di Fermo che nel distributore di via Tanaro, riempie i serbatoi a soli 1,399 euro – ma di sicuro dobbiamo contenere i prezzi se no distruggiamo un mercato costruito anno dopo anno e portiamo un danno irreparabile all’economia del nostro Paese. Sono già decine i padroncini, gli autotrasportatori che si ritrovano in ginocchio per la spaventosa crescita della spesa». La famiglia Cardinali Pietracci il primo impianto a metano lo ha aperto nel 1960 «per questo ci siamo detti che cercheremo di resistere almeno fino a marzo e aprile, contenendo il prezzo il più possibile. Per noi che non abbiamo una stazione di servizio con bar e officina, adesso ci sono solo costi, come quello per l’energia elettrica indispensabile per far funzionare le pompe: fino agli aumenti abbiamo pagato bollette tra i 9 ed i 10.000 euro».

L’allarme

Secondo il Codacons c’è stato un aumento di circa 430 euro su base annua per famiglia, con un costo cresciuto di circa 20 euro in più per un pieno, rispetto allo stesso periodo del 2020. E Assoutenti lancia l’allarme per Natale: «Siamo in presenza di una vera e propria emergenza, perché gli incrementi dei listini dei carburanti hanno effetto negativo sull’intero sistema economico. Il potere d’acquisto dei cittadini subirà un contraccolpo e si farà sentire sui consumi di Natale».

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