Rimini, medico preso a pugni dopo lite stradale

Rimini, medico preso a pugni dopo lite stradale

Inseguito e poi preso a pugni dopo una lite stradale. Un medico ospedaliero riminese di 61 anni è stato aggredito lungo via Flaminia da un motociclista, rimasto sconosciuto, con il quale aveva battibeccato trecento metri prima per una mancata precedenza all’imbocco di una rotonda. L’episodio è accaduto nel primo pomeriggio di venerdì scorso e il dottore, dopo essersi fatto prestare le cure del caso al pronto soccorso, ha denunciato l’accaduto agli agenti del posto fisso di polizia dell’ospedale “Infermi” di Rimini e ha dato mandato all’avvocato Fiorenzo Alessi perché, attraverso delle indagini difensive, possa risalire all’identità dell’uomo che lo ha colpito, descritto come una persona di mezza età, dall’accento romagnolo. Il medico ha riportato la frattura del setto nasale. Stando alla sua denuncia è stato colpito da un pugno in piena faccia e da una specie di manrovescio allo zigomo. Colto di sorpresa, mentre era alla guida del suo fuoristrada, in coda dietro ad altri veicoli. Poco prima i due si erano incrociati, mentre andavano in direzione opposte. Alla rotonda ciascuno lamentava il comportamento sconsiderato dell’altro. Ne sono seguiti i “rituali” gestacci, ma tutto sembrava essere finito lì. Il medico, invece, a un certo punto ha visto affiancarsi il tipo di prima in sella allo scooterone. Invece di proseguire per la sua strada, infatti, il motociclista è tornato sui suoi passi, ha inseguito la vettura ha piazzato la moto con il cavalletto davanti al muso del fuoristrada, ed è sceso. Poi, senza togliersi il casco, si avvicina al conducente paralizzato dalla sorpresa e senza tanti convenevoli, attraverso il finestrino aperto, gli sferra un cazzotto sul naso, quindi un secondo colpo per zittirlo. «Ah, adesso gridi? Ti lamenti pure?». Infine risale sullo scooter e, come niente fosse, se ne va. Il medico, che riesce a memorizzare qualche numero di targa, viene soccorso da due operatrici del 118, a loro volta in fila a bordo di un’ambulanza. Tamponano il sangue, ma poi è lui che torna in ospedale, da dove proveniva per farsi medicare.

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