Rimini. Mariotti si espande: 12 milioni investiti in 6 aziende

In un anno ha investito 12 milioni di euro, acquisito 6 nuove aziende in Italia e portato il numero dei dipendenti a quota 200. Bonfiglio Mariotti e il presidente del gruppo Bluenext, società che mette a disposizione software, soluzioni informatiche gestionali per professionisti e aziende.

Se vogliamo, proprio la pandemia ha fatto maturare una consapevolezza piena e dell’importanza del mondo digitale: si pensi solo al lavoro da casa, inteso non certo come attività remota, ma legata a obiettivi di qualità e produttività. «L’anno del Covid, il 2020 – spiega Mariotti – ci ha fatto capire quanto fosse importante il nostro settore. Pensiamo ad esempio alla filiera dei farmaci, a quella dei trasporti, all’agricoltura. Come avrebbero potuto fare senza prodotti tecnologicamente all’avanguardia».

Ed ecco, quindi, la decisione di rilanciare. «Alla fine del 2020 il consiglio di amministrazione ha deciso di investire la liquidità, piuttosto che acquistare appartamenti abbiamo preferito acquisire quote di mercato comprando imprese del settore software e gestione aziendale».

Il 2021 per Mariotti e la Bluenext si chiude quindi con sei acquisizioni, 12 milioni investiti («senza avere fatto ricorso a banche o contributi statali»), una “forza lavoro” che raggiunge quota 200 dipendenti e una “succursale” tutta milanese in fase di apertura («a Milano le imprese possono contare su servizi fuori di testa»). E per finire: un fatturato pari a 25 milioni.

«In particolare – argomenta Mariotti – fra le sei nuove acquisizione, ce n’è una, Adiuto si chiama, che ha un software per la tracciabilità dei farmaci e degli strumenti medicali, un prodotto che ci può fare arrivare anche all’estero, ovviamente quando saremo pronti. Il Covid ci ha dato la consapevolezza dell’importanza del nostro mondo, della digitalizzazione – conclude -. Quando finirà la pandemia, chi ha imparato a gestire le aziende in modo digitale non torna indietro, ormai ha imparato. Formazione online, gestione delle nostre sedi in Italia come fossimo una unica unità. Ora quello che abbiamo introdotto al nostro interno lo esportiamo ai nostri clienti. Per noi lo smart working non è lavorare da remoto, ma lavorare con strumenti che consentono il controllo della produzione».

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