Rimini, “Mare di libri” torna in presenza

Grande attesa per “Mare di libri”, festival dedicato al mondo della narrativa young giunto alla sua quattordicesima edizione, che – previsto nelle giornate del 18, 19 e 20 giugno – anche quest’anno si preannuncia ricco di eventi capaci di coinvolgere numerosi autori italiani e stranieri. La rassegna, diretta dallo scrittore Marco Magnone, conoscerà diverse novità interessanti, prima tra tutte il doppio binario (in presenza e in streaming) che caratterizzerà i diversi appuntamenti.

Ne parliamo con due protagoniste attive del macro evento, Maria Pia Novelli e Sara Moroni, giovani volontarie che hanno seguito da vicino la realizzazione del festival. Maria Pia ha quasi 21 anni, studia infermieristica e ha iniziato il suo percorso all’interno del festival come spettatrice, per poi diventare volontaria del Punto informazione e in seguito responsabile Redazione ragazzi, del Club dei lettori, e social media manager del profilo Instagram della rassegna.

Cosa significa per lei poter partecipare ancora a questa avventura e soprattutto poterlo fare nuovamente in un’edizione che tornerà a essere fruibile almeno in parte in presenza?

«L’anno scorso è stato importante poter garantire, almeno online, la realizzazione del festival, che però quest’anno torna finalmente anche nella sua veste originaria con tutto ciò che questa rinascita rappresenta. Il filo tematico sarà “ciò che ci è mancato” ed è impossibile non pensare a quanto ci siamo sentiti privati della possibilità di una interazione diretta. Abbiamo visto, durante il recente “ritiro” dei nostri volontari, quanto sia importante per i nostri ragazzi scambiarsi idee, opinioni e desideri: ecco allora che quest’edizione assume un ritrovato e rinnovato sapore per noi organizzatori, per gli ospiti e per tutti i partecipanti di “Mare di libri”».

Questa edizione sarà caratterizzata da una novità molto significativa, che si inserisce perfettamente nell’anima del vostro progetto, teso da sempre alla centralità dei giovani partecipanti, che seguono tutte le fasi della rassegna. Avete infatti deciso di affidare le interviste streaming interamente ai ragazzi, riconoscendone la capacità e la professionalità nel loro sapersi accostare agli autori. Come si è giunti a questa decisione?

«Fin dall’inizio i volontari si occupavano delle interviste, che poi confluivano sull’Eco del mare (inizialmente auto-stampato e in seguito “ospite” sulle pagine del Corriere Romagna) e sul nostro canale Youtube; poi l’anno scorso si è deciso di offrire ai ragazzi la possibilità di mettersi ancor più in gioco e da lì è nata la collaborazione con diversi gruppi di lettura. Abbiamo così potuto verificare quanto il maggior spazio dato ai nostri giovanissimi potesse farne emergere la responsabilità, la precisione, la consapevolezza data dal loro essere parte del pubblico di lettori di cui comprendono esigenze, dinamiche e desideri. La scelta di quest’anno è quindi la naturale e felice conseguenza di questo processo di responsabilizzazione».

Sara, lei invece ha concluso il secondo anno alle scuole medie ed è alla sua prima esperienza tra le fila dei volontari di “Mare di libri”. Come si è avvicinata a questo mondo e di cosa si occuperà durante la rassegna che ha seguito attraverso gli incontri del Club di lettura?

«Sono stata coinvolta da un’amica, figlia dell’attrice ed esperta di reading Alessia Canducci, che da anni è ospite al festival, e da subito mi è sembrata una grande opportunità. Collaborerò alla redazione dell’Eco del mare, che anche quest’anno – sulle pagine del Corriere Romagna – seguirà gli eventi del festival, dando voce agli autori e ovviamente a noi volontari: nello specifico, scriverò un pezzo su uno degli speed date con gli editor previsti anche quest’anno e diventati ormai uno degli appuntamenti più classici della rassegna. Mi è stato inoltre affidato il compito di intervistare lo scrittore Fabio Geda, del quale ho letto l’ultimo libro e che non vedo l’ora di poter ascoltare perché ho davvero tante domande da porgergli. Attendo solo che questa bellissima esperienza possa incominciare!».

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