Rimini, manomettono carburante e cronotachigrafo: appiedati

Viene definito “dieselgate”, è uno stratagemma per mantenere elevate le prestazioni del motore aggirando però le normative anti inquinamento. Si tratta di una manomissione del sistema di trattamento dei gas di scarico “AdBlue”. Il fenomeno, nell’ambito dell’autotrasporto industriale, è stato smascherato dagli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Riccione, che hanno appiedato due camionisti. Altri 4 autotrasportatori sono stati invece sanzionati perchè avevano manomesso il cronotachigrafo digitale per eludere i controllo sulla velocità e tempi di guida.

Cos’è il dieselgate

I motori di ultima generazione, richiedono, per la riduzione delle emissioni dei gas di scarico dei veicoli diesel (anche del 90%!), di addizionare il carburante con del liquido “AdBlue” (marchio registrato). L’assenza nel serbatoio del predetto liquido, per il tramite di centraline elettroniche, rallenta le prestazioni del veicolo sino a ridurne la velocità a 30 km/h! Da qui, l’uso, sempre più in voga, di manometterle, al fine di risparmiare sui costi dell’additivo, di cui si evita il rifornimento, senza compromettere le prestazione del camion… con buona pace degli ambientalisti e di chi da anni si adopera per la riduzione delle emissioni degli ossidi di azoto!

I controlli

Gli agenti della Polizia Stradale di Riccione in uscita al casello di Rimini Nord lungo il tratto autostradale A/14, sottoponevano a controllo più complessi veicolari di cui due avevano manomesso la centralina dell’additivo “AdBlue”, con il posizionamento di un dispositivo detto AdBlue Emulator, che emula l’invio dei segnali, senza però far il minimo utilizzo del componente utile alla riduzione delle emissioni inquinanti. Per i due malcapitati, costretti al ripristino del corretto funzionamento della centralina, scattavano sanzioni pecuniarie per circa duemila euro, il ritiro della patente di guida ed il fermo del complesso di veicoli.

Per altri 4 autotrasportatori invece il personale operante appurava che avevano manomesso il cronotachigrafo digitale per eludere i controllo sulla velocità e tempi di guida. Alterazione del tachigrafo mediante l’uso di un magnete che veniva adagiato a ridosso di un pulsante magnetico posto nei pressi del quadro comandi ed in grado di ingannare il cronotachigrafo simulando periodi di pausa e/o risposo del conducente mentre invece il veicolo continuasse a marciare

Anche per questi ultimi è scattata una sanzione amministrativa di euro 1736 e contestuale ritiro della patente di guida ai fini della sospensione per un periodo che può arrivare fino a tre mesi

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