Rimini. Maltratta un’anziana: arrestata badante ubriaca

RIMINI. Quando i poliziotti sono entrati dalla finestra hanno trovato la padrona di casa, una signora di 86 anni in camicia da notte, con lo sguardo terrorizzato in un angolo della cucina dove la sostituta della badante la stava minacciando con un coltello. Cinquantenne romena che, anziché calmarsi davanti alle divise, dopo aver minacciato i due poliziotti di morte, si è scagliata loro contro dando inizio ad un duro corpo a corpo fatto di calci e morsi che le è costato l’arresto per minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.

La storia

Se le divise dell’Ufficio prevenzione generale soccorso pubblico della Questura sono arrivate appena in tempo per evitare che la situazione degenerasse in tragedia è difficile dirlo. L’anziana signora, una volta tranquillizzatasi, ha però raccontato che la sua vita è diventata un incubo da cinque settimane; da quando cioè la badante regolarmente assunta ha chiesto un lungo permesso per poter far ritorno in Ucraina. Se con lei tutto filava liscio, con la sua sostituta il feeling non è mai scattato: l’86enne, infatti, ha detto quello che non sapevano neppure i parenti più stretti. Ovvero che la nuova “badante” in questo mese e mezzo di convivenza forzata più e più volte l’ha maltrattata. Violenze ed angherie gratuite alimentate dal fatto che la 50enne sovente era ubriaca.

L’epilogo

A scatenare l’ennesima aggressione domenica sera sarebbe stata la critica fatta sulla pizza cucinata dalla badante, per la pensionata tirata fuori troppo presto dal forno. Osservazioni che la 50enne, già “caricata” per l’abbondante assunzione di alcol, non avrebbe affatto gradito. Un grande aiuto al salvataggio dell’anziana è arrivato dal padrone di casa che verso le 20,30, sentite le urla delle donne, ha immediatamente chiamato il 112 (Numero unico emergenze). La Volante è arrivata nella palazzina in zona Infermi in una manciata di minuti. Ad accogliere i poliziotti il richiedente l’intervento che ha indicato l’appartamento da dove provenivano le urla.

Fuori controllo

Come detto l’arresto è stato tutt’altro che facile, come tutt’altro che semplice è stato il viaggio per arrivare in Questura. L’arrestata, infatti, ha cercato di mandare in frantumi con calci e testate la parete divisoria in plexiglas e i finestrini della volante. Escandescenze che sono continuate in cella di sicurezza dove ha preso a testate il muro ed ha simulato un tentativo di suicidio stringendosi una coperta al collo. Quando ha detto di sentire un forte dolore al petto, il piantone di guardia ha chiamato il 118; ma mentre veniva certificato solo il suo stato di ubriachezza, dai terminali è invece spuntata la notizia che un paio di anni fa aveva patteggiato una condanna per rissa aggravata a 9 mesi di reclusione (pena sospesa). Ieri mattina, assistita dall’avvocata Morena Ripa, è stata accompagnata in tribunale dove il giudice dopo la convalida dell’arresto, lette le dichiarazioni della pensionata, le ha contestato anche i maltrattamenti. Rimessa in libertà non potrà uscire dalle 20 alle 8 fino alla conclusione del processo.

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