Rimini, lite per l’incidente: viene picchiato da quattro donne

Scende dall’auto per compilare la constatazione amichevole del tamponamento di cui è stato vittima e viene aggredito da un terzetto di esagitate spalleggiate anche da due ciclisti di passaggio, risucchiati nella zuffa perché scambiano le donne per le vittime. È la vicenda che ha costretto un automobilista 62enne, che abita a Coriano, a chiedere l’assistenza dell’avvocato Stefano Caroli per presentare un esposto denuncia alla procura della Repubblica contro madre, figlia, l’amica di quest’ultima e tutte le persone identificate dalle forze dell’ordine. I reati ipotizzati: violenza privata, percosse, minacce e lesioni personali volontarie.

Tutto si consuma in una manciata di minuti a cavallo di mezzogiorno dello scorso 8 giugno. L’uomo mentre percorre viale Principe di Piemonte a Miramare, a bordo della proprio Suv Kia, viene tamponato da una 500 con a bordo due ragazze. Alla guida c’è una ventenne. Mentre i tre scendono dalle rispettive vetture, sul posto arrivava la madre della conducente che lo accusa di aver aggredito le due ragazze e quindi lo minaccia di morte: «Ti taglio la gola». Vista la piega che stava prendendo la situazione, il corianese chiama subito le forze dell’ordine e intanto invita la signora a calmarsi e andare alla propria assicurazione. La risposta non è delle più rassicuranti: «Sei un uomo morto». A questo punto, in attesa dell’arrivo delle divise, prende il telefono ed inizia a registrare quanto avviene. Niente di più “sbagliato”. La signora, gli strappa lo smartphone dalla mani e lo spacca buttandolo a terra. E solo il preludio all’aggressione fisica che inizia quando arriva una quarta donna, presumibilmente avvertita dal terzetto. Tutte partecipano a «graffiarlo al collo e al volto», sferrargli «calci a livello dei genitali». Gli vengono tolti e gettati via anche gli occhiali, strappata la maglietta. «Con fatica riuscivo a divincolarmi – scrive nell’esposto – senonché nel frangente sopraggiungevano due ciclisti che, fraintendendo la reale dinamica dei fatti, mi immobilizzavano tenendomi uno per il collo l’altro per il braccio, così consentendo alle quattro donne di proseguire l’aggressione». Solo quando i “cavalieri” capivano l’errore e lo liberavano, riuscirà a mettersi in salvo. Tutto finito? Niente affatto. In contemporanea con l’arrivo della Polizia sulla scena si materializzava anche un uomo che a sua volta iniziava a coprirlo d’insulti e minacce: «Ti taglio la gola, ti stendo per terra e ti ammazzo». Fattosi refertare al pronto soccorso del Ceccarini, il 62enne ha quindi deciso di avviare l’azione legale.

Curiosità. La madre della ragazza è stata al centro di un’altra vicenda giudiziaria: fece finire in carcere un camionista che aveva accusato di violenza sessuale. Si scoprì che, in realtà, l’uomo l’aveva stretta un po’ troppo mentre ballavano dopo che lei lo aveva riempito di drink nel bar di Riccione dove lavorava.

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