Dimentica in treno un prezioso violino, di «grande valore commerciale e ancora di più affettivo», e lo ritrova grazie all’intervento degli agenti della polizia ferroviaria di Rimini. Protagonista della disavventura a lieto fine è Maria Caterina Carlini, affermata solista e musicista da camera, oltre che docente di violino al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Si è ritrovata a vivere un incubo quando di ritorno dalla Lombardia per godersi le vacanze natalizie sulla strada di casa si è accorta di non avere più con sé il suo inseparabile strumento, frutto della maestria del liutaio Guicciardi. «Faccio la pendolare tra Parma e Milano, ma vivo a Canossa. Così una volta scesa dal treno, un po’ sovrapensiero, tutta presa dai pacchetti natalizi, ho preso la macchina per l’ultimo tratto. Solo una volta arrivata a casa mi sono accorta di non avere il violino con me. Ho dovuto guardare due o tre volte, perché ero incredula. Noi violinisti non ci separiamo mai dallo strumento. Completamente sotto choc ho chiesto aiuto a mia sorella e, quindi, insieme, abbiamo chiamato la polizia ferroviaria a Bologna che ha dirottato la chiamata alla polfer di Rimini». Gli agenti, in tempo reale, hanno contattato il macchinista perché fosse permesso loro di salire a bordo del treno in arrivo prima della discesa dei viaggiatori. Il sopralluogo ha permesso di recuperare il particolare bagaglio che nessuno aveva segnalato, ma era rimasto al suo posto nella cappelliera. «Quando gli agenti della polfer di Rimini mi hanno richiamato ho provato un grandissimo sollievo: Il violino è qui al sicuro da noi, siamo aperti 24 ore al giorno, venga quando vuole a recuperarlo. Lo hanno custodito con cura, io mi sono tanto raccomandata, e la mattina dopo ero a Rimini in stazione, per me è stato molto importante, un bellissimo regalo di Natale, dopo aver temuto il peggio. Li ho ringraziati più che potevo e non smetterò di farlo». Il violino vale molto, decine di migliaia di euro, ma per la Maestra Carlini, titolare in Veneto della “Zinaida Giles Violin School”, non ha prezzo. «È un Guicciardi, uno strumento molto bello con un suono unico che mi ha sempre seguito: lo ebbi in prestito all’inizio della carriera, ma apparteneva a un altro musicista. Lo ritrovai in vendita tempo dopo e non persi l’occasione di riacquistarlo. Non me ne separerò mai. Ha un suono molto apprezzato, chi ha avuto occasione di ascoltarlo attraverso i cd che ho inciso lo ha rimarcato più volte. Mi raccomando, ci tengo molto: ringrazi gli agenti della polfer, sono stati molto disponibili e preziosi».

Maria Caterina Carlini
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