RIMINI. La parola del ragazzino («Ho subito atti sessuali») contro quello dell’albergatore finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale («L’ho rimproverato e lui ha raccontato bugie al padre»). Due versioni opposte e inconciliabili tra loro. Per chiarire quanto è accaduto nella notte tra il 6 e il 7 agosto scorso nella veranda accanto alla reception di un albergo a quattro stelle di Rimini gli investigatori vanno alla ricerca di una prova scientifica. Il minore, subito dopo l’accaduto, è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale “Infermi”: lì sono state prelevate tracce biologiche che ora saranno comparate dal Ris di Parma con quelle dell’uomo (che si è sottoposto spontaneamente ai “tamponi”) per valutare eventuali commistioni di Dna anche sugli abiti posti sotto sequestro assieme al telefono e al computer dell’accusato.

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