RIMINI. La stagione balneare è alle porte, ma quando inizierà davvero? E a che prezzo? Sull’apertura effettiva degli stabilimenti balneari, infatti, ci sono ancora molte incertezze: c’è chi già il primo fine settimana di giugno si dice pronto ad affittare le sdraio, e chi invece punta a riaprire in concomitanza dell’inaugurazione ufficiale della stagione balneare, fissata al 13 giugno. Ecco che quindi ci si domanda se alla riduzione del servizio offerto dagli stabilimenti, in diversi casi ancora ben lungi dall’essere operativi, seguirà un abbassamento della tariffa per l’affitto stagionale di lettino e ombrellone. Tuttavia, considerando che i prezzi per gli stagionali che i bagnini intendono applicare per la prossima estate sono, a parte qualche sporadico e leggero aumento, quelli delle altre stagioni, emerge in maniera pressoché univoca la volontà di far pagare lettino e ombrellone a prezzo pieno. Anche se a maggio degli stabilimenti non c’è stata, letteralmente, neanche l’ombra, e di giugno, in diversi casi, se ne perderà quasi la metà. Al contrario, non risultano aumenti generalizzati dei prezzi, salvo qualche rialzo in alcuni bagni.
La difesa di Mussoni
Il primo a difendere la decisione di non abbassare i prezzi in funzione di un’estate “amputata”, è Giorgio Mussoni, storico bagnino e presidente nazionale di Oasi Confartigianato, che chiarisce come «la stagione, nel vero senso della parola, è sempre stata giugno, luglio e agosto, e metà settembre, se poi nella tariffa nata e pensata appositamente per i residenti si comprendeva anche maggio, quello era un “di più”. Per giugno ci stiamo tutti attrezzando, non è certo colpa nostra se ci troviamo a dover esaudire anche tutta una serie di protocolli e burocrazia, tra cui anche la cartellonistica per i bagni, che ci è stata imposta da un Governo di inesperti». Spiegando infatti che «più che i lavori, adesso a preoccuparci sono gli adempimenti legati ai protocolli», Mussoni ribadisce la bontà della decisione di non abbassare le tariffe. «Per il 13 giugno sono sicuro che saremo aperti – sottolinea – e non ha senso abbassare prezzi degli stagionali, già più bassi di quelli che si trovano in altre località, dove di base il prezzo è di 600 euro, e solo per i tre mesi estivi». «Le chiusure per il Covid- ribadisce Mussoni – non sono certo dipese da noi».
«Siamo gente onesta»
A pensarla come Mussoni, spiegando di non ritenersi in dovere di abbassare il costo degli affitti stagionali in funzione del ridotto periodo di fruizione, sono in tanti, tra cui Andrea Donati, il bagnino dello stabilimento 45, L’altra spiaggia. «Il Covid l’abbiamo avuto tutti (nel senso che ha colpito tutti, ndr) – dice infatti l’operatore – e ha portato disagi a chiunque, noi compresi, che a maggio, normalmente, siamo già nel pieno del lavoro, e non è certo colpa nostra se quest’anno apriremo più tardi». «Adesso, invece – sottolinea Donati- dobbiamo fare i conti con tanti costi e obblighi in più, ma non per questo abbiamo scelto di lucrare sui clienti alzando i prezzi: siamo gente onesta». Al bagno 45, «come in tutti quelli di Marina lido, che raggruppa gli stabilimenti dal 38 al 46, infatti», spiega Donati, «i prezzi sono rimasti invariati». Ad eccezione però dell’aumento «di 20 euro», come dichiara il bagnino, «che abbiamo stabilito per gli stagionali, definito ben prima del Covid, lo scorso autunno. Ad affermare di aver mantenuto gli stessi prezzi, senza aumenti né diminuzioni causa Covid, sono i bagni 55 – 56 de Le spiagge, riferendo che le tariffe partono «dai 460 euro nella zona più economica» e che il fatto che «i giorni di chiusura si potranno recuperare a settembre, visto che la stagione verrà probabilmente prolungata». Inoltre, il bagnino ricorda che «anche l’anno scorso a maggio non si è potuto andare al mare perché pioveva sempre, ma questo non ha influito». Lo stesso avviene al bagno 66, mentre al Bagno delle rose, il 10 di Marina Centro, il bagnino Mirco dice che «al massimo, quest’anno abbiamo alzato di pochissimo il costo dei lettini giornalieri, ma gli stagionali non li abbiamo toccati, si aggirano sempre intorno ai 500 euro». E sul fatto di essere stati chiusi a lungo, il bagnino solleva un’altra questione: «Siamo stati penalizzati ingiustamente – dice – perché il mare è il posto più salubre, saremmo stati i primi a dover aprire».

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