Rimini. La pandemia svuota gli hotel e rinvia il Sigep

Poteva essere il Capodanno del rilancio (oltre che più lungo del mondo), ma la pandemia e l’escalation dei contagi hanno cancellato gli eventi in piazza e rovinato la festa. Certo, Rimini offre pur sempre occasioni di divertimento (altro articolo in pagina), ma tutta l’industria legata al ricettivo subisce una bella botta.

La presidente dell’Aia, Patrizia Rinaldis, ricorda che nel 2019, in questo periodo, gli alberghi aperti erano più di 700 con un «grado di riempimento nell’ordine del 100 per cento», mentre oggi il numero delle strutture aperte oscilla a cavallo delle 300 unità con prenotazione che coprono dal 50 al 70 per cento dei posti a disposizione.

La festa in sordina

Il problema in queste ore è l’incertezza. «Cambia tutto da un’ora all’altra – ribadisce la presidente Rinaldis -. Basta che un figlio, un amico, uno della famiglia che diventa positivo e si cancella la prenotazione, non si parte più. Stiamo perdendo milioni e milioni di indotto».

E l’onda lunga potrebbe non finire e allungare i tentacoli anche sui primi mesi dell’anno nuovo. «L’aumento dei contagi è possibile abbia ripercussioni sugli eventi fieristici e congressuali a carattere internazionale».

Non solo. «C’è anche molta preoccupazione per il dopo Capodanno» per gli effetti sugli spostamenti che possono riguardare il «mercato russo» in particolare e i paesi stranieri in genere al di fuori della Comunità europea».

E festa sia

Rimini, puntualizza Patrizia Rinaldis, offre comunque occasioni di svago e attrazioni e se non fossero arrivate queste ultime restrizioni, «probabilmente avremmo avuto percentuali più alte, perché è vero che sono giunte disdette, ma sono state equilibrate da nuove domande. I gruppi da otto o nove persone sono stati i primi a saltare, è bastato un positivo e hanno disdetto tutti. Le famiglie no, sono quelle che tutto sommato hanno tenuto».

Il Sige rinviato

Detto, fatto. L’aumento di contagi manifesta i suoi effetti sui grandi eventi di gennaio. E il Sigep slitta al mese di marzo.

Recita infatti una nota firmata da Ieg. «Sigep (The Dolce World Expo) e Vicenzaoro January (The Jewellery Boutique Show), entrambe in programma nel prossimo mese di gennaio, vengono rinviate rispettivamente al 12-16 marzo e al 17-21 marzo».

La ragione è ovvia. «Le associazioni di categoria alla luce degli attuali indicatori pandemici valutano infatti impossibile una visitazione significativa tanto dall’Italia, quanto dall’estero, Europa compresa».

In particolare, le «sollecitazioni pervenute in tal senso da tutte le compagini associative di Sigep – continua il comunicato stampa – hanno messo Ieg nelle condizioni di prendere atto che l’evoluzione della pandemia non consentiva di mantenere la manifestazione nella terza decade di gennaio». Di qui la «decisione di Ieg di uno spostamento nella miglior data possibile, quella del mese di marzo».

Spostamento a marzo anche per Vicenzaoro January in «concertazione e accordo con il mercato, le associazioni di categoria, le aziende e gli operatori».

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