Rimini. “La mia casa di paglia senza gas, pochi euro e la scaldo”

«La mia casa senza gas, solo qualche decina di euro per riscaldarla in inverno». Scegliete una casa di legno e balle di paglia, dove tutto è elettrico compreso il riscaldamento derivante da pompe di calore e darete un taglio drastico alle bollette. Parola di Andrea Zanzini e Patrizia Casadei che nel 2011 si innamorarono di un casolare immerso nel verde della Valmarecchia e incastonato su una collina di Secchiano presso Novefeltria. Un rudere con 4 secoli di storia, abbandonato da oltre sessant’anni e ormai invaso dentro e fuori da fauna selvatica e vegetazione. Quasi 250 metri quadri di pace che dal 2014 recano il nome di “SassoErminia B&B ecosostenibile”, con due camere matrimoniali e un mini appartamento, oltre a spazi comuni, dove il nome Erminia ricorda un passo della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, nonché il nome della madre di Patrizia. Mentre le super bollette tolgono il sonno agli italiani, la soluzione per i romagnoli sembra dunque a portata di mano, con tanto di esempio da manuale.

Una scuola-cantiere

«I lavori sono durati due anni e mezzo – ricorda Zanzini – impiegando materiali naturali ma anche soluzioni tecniche che riducessero i consumi». Ora al posto del casolare diroccato c’è un gioiello di recupero nel nome della bioedilizia e all’insegna della sostenibilità. «Avevo fatto delle esperienze nell’amministrazione di Rimini che – racconta l’ex assessore all’Ambiente dal 2006 al 2010 – mi hanno permesso di conoscere giovani architetti e esperti di risparmio energetico che hanno partecipato a questo progetto collettivo». Nel dettaglio un terzo del casale che è in pietra «è stato ricostruito in legno e balle di paglia, ben duecento, inserite nelle intercapedini dei muri perimetrali e del tetto». Soluzione che, nota, garantisce «un equilibrio perfetto tra umidità e temperatura, risultando anche passiva». Tradotto. «Non necessità di impianti di raffrescamento, né riscaldamento perché la paglia mantiene una coibentazione ideale dalla temperatura esterna. Quanto al gas non c’è neppure l’allacciamento». Ma non basta. «Proprio sulla parte di legno e paglia sono stati installati dei pannelli fotovoltaici da 4 killowatt e mezzo, – fa presente Zanzini – una casa che usa una minima quantità di energia per essere scaldata».

Ill recupero delle acque

Il taglio alle spese? «Su questo fronte è del 50-60%», rimarca evidenziando poi che bastano «poche decine di euro nella stagione fredda per scaldare questa parte». Per edificarla, prosegue ancora Zanzini, «è stato organizzato un workshop a cui hanno partecipato una trentina di persone da tutta Italia». E oltre ai protagonisti della scuola cantiere nell’impresa sono state coinvolte almeno altre 30 persone tra artigiani, tecnici e appassionati. Nessun dettaglio è stato trascurato, perché, aggiunge l’ideatore di un sogno, «c’è un sistema di recupero delle acque, quelle piovane vengono raccolte sul tetto in una cisterna e utilizzate per il wc».

Con un risparmio per l’ambiente, non tanto per le tasche, «con un taglio di qualche decina di migliaia di litri di acqua». A chi la vedesse come un’utopia, Zanzini ricorda che è un modulo replicabile e se, afferma, in Romagna è stata la prima, «ne sono state edificate diverse altre, fra cui una a Viserba e una vicino a Secchiano», conclude.

Arredi di riciclo

Stessa soddisfazione per l’esperta di grafica e pittura Patrizia Casadei che con lui ha dato vita al progetto e ricorda: «Non abbiamo ottenuto solo un risparmio economico, ma evitato l’impatto ambientale». In coerenza con il contesto è stata impostata anche la scelta degli arredi che, spiega, sono oggetti di riuso. Un esempio? «La luce sotto al patio esce da una latta che durante la seconda guerra mondiale conteneva petrolio. Ora si accende con una manopola di una radio degli anni Ottanta. Quanto al lampadario di una camera «era un setaccio di mia madre mentre quelli del bagno sono formine di rame per dolci». Tutte idee che vanno a ruba, come i cartellini che, appesi agli arredi, narravano la storia di ogni pezzo. «Gli ospiti del B&B li hanno così apprezzati da portarseli via, senza limitarsi a leggerli», conclude Patrizia abbozzando un sorriso.

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