Rimini. Quella gru pende sulle loro case da 11 anni: “Abbiamo paura”

«Quella gru pende sopra la nostra testa da 11 anni». I residenti di via Colli, a Viserbella, convivono con una vera e propria spada di Damocle che si erge minacciosa sopra i tetti delle loro case. In un cantiere abbandonato resta infatti lo scheletro di un palazzo alto cinque piani e la gru metallica che era servita a innalzarlo. Ma per i residenti di via Colli, lo scheletro e la gru al civico 10 non sono solo un problema estetico. «Abbiamo paura – spiega Oriano Polazzi, uno dei cittadini che negli anni si è fatto promotore con il Comune e i Vigili del fuoco delle azioni di tutela e manutenzione della gru abbandonata – perché a causa dell’usura la gru non compie più la rotazione che le permetteva di assecondare i venti e le correnti, e di conseguenza di ridurre il rischio di precipitare a terra». A seguito di molteplici segnalazioni, tra cui alcune anche attraverso lettere formali indirizzate a palazzo Garampi, lo scorso 8 luglio è stato eseguito un collaudo. «Fino a quella data – spiega Polazzi – siamo certi che la gru non si girasse. In questo momento invece abbiamo solo il sospetto che il meccanismo non funzioni correttamente perché ci pare che nell’arco delle ultime settimane non si sia mai ruotata. Ma non abbiamo prove e speriamo proprio di sbagliarci». «Purtroppo – sospira – non c’è una legge che imponga di smontare le gru dopo un certo periodo di inutilizzo».

La proprietà

Dopo il fallimento della ditta edile che ormai 11 anni fa aveva abbandonato il progetto di dar vita a una palazzina, la gru e il cantiere erano stati gestiti dal curatore fallimentare per poi andare all’asta e venire acquistati da una società immobiliare. Proprio alla società si è rivolto il Comune di Rimini, che negli anni ha seguito la vicenda attraverso gli assessori Juri Magrini, delegato alla Polizia locale e alla Sicurezza urbana, e Mattia Morolli, per i Lavori pubblici. Contattata, la società «ha comunicato che l’8 luglio avrebbero eseguito il collaudo», spiega Magrini, «cosa che poi è stata fatta. Ma in effetti il problema della gru resta, e noi lo sappiamo bene: i cittadini hanno fatto diverse segnalazioni formali al Comune negli anni».

Gabbiani e zanzare

Tra i disagi e le preoccupazioni che la gru suscita tra i residenti, oltre al timore che un giorno precipiti sugli edifici, «tra cui una scuola materna e una struttura della cooperativa Millepiedi», Polazzi sottolinea esserci anche un questione di tipo igienico. «Si radunano gabbiani e piccioni, che oltre al rumore creano un sacco di sporcizia. E tempo fa avevamo avuto anche il problema delle zanzare, perché si era creato un “laghetto” intorno all’edificio e nell’acqua stagnante proliferavano gli insetti. Poi abbiamo fatto installare un generatore e l’acqua è stata aspirata, dopo insistenti richieste al curatore fallimentare».

Insistenti richieste di cui è informato anche l’assessore Morolli, che riconosce come la situazione finisca per avere «inevitabili ricadute sulla qualità di vita dei residenti». E lo stesso, sottolinea, «avviene in altri luoghi della città, come all’angolo tra via Roma e via Mazzini, dove gru ed edificio abbandonato svettano a poca distanza da una residenza per anziani». «Assessorati e polizia sono attivi – ribadisce – garantendo una presenza capillare anche nelle periferie».

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