Rimini, la Filt Cgil: “Il green pass nei trasporti? E’ inapplicabile”

Controllo del green pass “base” sui mezzi pubblici dal 6 dicembre? Nonostante il Governo abbia assicurato che la vigilanza a bordo degli autobus e dei treni verrà intensificata, le organizzazioni sindacali dei trasporti sollevano più di una perplessità sulla reale fattibilità per il trasporto pubblico locale.

Le nuove regole


Al trasporto ferroviario regionale e interregionale e ai servizi di trasporto pubblico locale verrà esteso il controllo del green pass ottenibile dopo la vaccinazione, la guarigione o il tampone rapido o molecolare negativo che già avviene sugli aerei, sulle navi e sui traghetti, sui treni ad alta velocità e sugli autobus a lunga percorrenza che collegano almeno due regioni con itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti, nonché su quelli adibiti a servizi di noleggio con conducente.

«Servono pubblici ufficiali»


«Se i termini sono questi, diventa decisamente complicato – commenta Massimo Bellini, segretario generale della Filt-Cgil di Rimini –. I controlli non potranno essere svolti che a campione, da personale preposto e legittimato. Sicuramente non potranno essere a carico dell’autista, che è già impegnato nella guida del mezzo, né di altro personale di Start Romagna, né dei soggetti a cui viene affidato in appalto il servizio di verifica dei titoli di viaggio. Perché c’è bisogno di un pubblico ufficiale».
E, in particolare, di un pubblico ufficiale che sia abilitato specificamente per questo ulteriore controllo, che un capotreno, al contrario, effettua già -come detto- sulle Frecce e su Italo. Per avere risposte chiare, «nei prossimi giorni avanzeremo delle richieste unitarie e tutte le Prefetture».

«Non è attuabile – si mostra ancora più critico Alessandro di Giacinti, segretario generale della Fit Cisl di Rimini e autista di Start Romagna –. Non riesco veramente a capire come si possa riuscire ad attivare effettivamente una cosa di questo genere, e come questo decreto possa funzionare concretamente nella realtà. Ci sono troppe incoerenze. Sono perplesso».
Gli esempi di criticità non mancano: «Prendiamo la linea 11 di Rimini, dove c’è una fermata ogni cinquanta metri. Rimaniamo fermi fino al termine del controllo? Così una corsa di 20 minuti diventa di 40 – comincia la panoramica –. Prendiamo una qualsiasi linea su cui salgono gli studenti. Li facciamo salire tutti dalla porta davanti? Li controlliamo uno alla volta? E’ improponibile. E lo è ancora di più nelle grandi città».
Inoltre, «sicuramente il controllo non potrà essere fatto dall’autista – ribadisce –. Si dovrà assumere ulteriore personale, che dovrà viaggiare a bordo degli autobus. Ma quante persone? Solamente a Rimini sono in servizio 180 mezzi e il numero sale a 450 in tutta la Romagna».

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