Rimini, la dura legge del Pos: “Ma la sanzione è ingiusta”

Dal 30 giugno 2022 rifiutare il pagamento tramite carta di credito, bancomat e carte elettroniche in generale comporterà la sanzione di trenta euro, alla quale sarà aggiunta quella del 4 percento in relazione al valore della transazione negata. Una condizione inaccettabile secondo la Confcommercio e la Confesercenti della provincia di Rimini, che non pongono una questione di rifiuto del progresso tecnologico oppure di non accettare l’esigenza della tracciabilità dei pagamenti, ma chiedono che il governo si renda conto dei disagi economici che ne deriveranno per alcune categorie produttive, già fortemente penalizzate tra tasse locali, regionali e statali e costi lievitati per l’acquisto della materia prima.

Confcommercio

«La Confcommercio della provincia di Rimini, in linea con le osservazioni proposte dagli organismi regionali e nazionali, chiede l’attivazione di un tavolo di concertazione con le banche affinché si giunga ad una intesa sul costo delle commissioni – afferma il presidente Gianni Indino – perché non è immaginabile che i nostri commercianti vedano ulteriormente ridotti i margini di guadagno derivanti dalle loro attività. Ormai tutte le attività sono dotate del Pos e siamo consapevoli che si tratta di una naturale evoluzione della tecnologia, ma questo non può e non deve significare ulteriori costi per chi già ha difficoltà a tirare avanti. La nostra posizione in tal senso era chiara già da tempo, tuttavia l’introduzione della sanzione rappresenta un passo in avanti da parte dello stato che non possiamo non respingere con forza. Cosa faremo nel caso in cui scattassero i controlli? Le nostre categorie hanno sempre rispettato le leggi e lo faranno anche in questa occasione, ci auguriamo che non si traducano in misure vessatorie, ma è evidente che faremo sentire la nostra voce a tutti i livelli».

Confesercenti

Preoccupazione è espressa anche da Fabrizio Vagnini, rappresentante della Confesercenti di Rimini che, in linea con la Confcommercio, respinge con forza la modalità con la quale è stato introdotto l’obbligo del pagamento tramite Pos e chiede che gli istituti bancari facciano la loro parte per rivedere il costo delle commissioni.

«Siamo all’assurdo – sottolinea – perché qui si rischia di pagare una sanzione di trenta euro per aver rifiutato il pagamento tramite carta elettronica di un caffè o di una bibita. Di contro, ridurre il margine di guadagno sul costo così ridotto di una transazione significa mandare in crisi gran parte delle attività. Paghiamo tasse e contro tasse ed ora anche la sanzione: mi sembra assurdo – conclude – la nostra categoria non può continuare a subire tutto questo».

In origine l’obbligo (con relativa sanzione) della riscossione tramite Pos per gli esercenti, per i professionisti e per gli artigiani era stato introdotto a partire dal primo gennaio 2023, ma il decreto legge n. 36 del 30 aprile scorso ha ridotto il tempo di entrata in vigore di sei mesi. Esulta il Codacons che da dieci anni sta combattendo per l’introduzione obbligatoria del Pos.

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