Rimini. La Brexit “sequestra” la chitarra riminese

Ritirare una chitarra spedita dall’Italia alla Gran Bretagna non è mai stato così difficile. Da quando, il 31 dicembre scorso, il Regno Unito ha chiuso le frontiere con l’Europa, può capitare anche questo. Una vicenda ai confini (è proprio il caso di dirlo) della realtà.

Protagonista è Sergio Valentini, riminese, papà di Alessandro che di anni ne ha 40 e da sei lavora a Londra nel settore del web marketing. «A causa del Covid mio figlio Alessandro non è potuto venire a Rimini neppure per Natale: sono ormai diversi mesi che non ci incontriamo di persona. Così mi ha chiesto di spedirgli in Inghilterra la chitarra che ha sempre suonato, anche se ormai è da qualche anno che l’ha un po’ abbandonata – racconta il signor Sergio –. Come ho già fatto altre volte, sono andato in un negozio riminese specializzato in spedizioni e l’8 gennaio scorso ho inviato la chitarra acustica al suo domicilio londinese. Solitamente il pacco arriva in tempi molto brevi: due-tre giorni al massimo».

Questa volta però la Brexit ci ha messo lo zampino.

«La chitarra – chiarisce – stranamente non arrivava. Così mio figlio ha voluto chiedere spiegazioni e ha scoperto che da tre settimane è bloccata alla Dogana perché gli inglesi volevano sapere se il legno di cui è fatta proviene dai boschi importabili ammessi. E non è uno scherzo».

«Ma come – si interroga Valentini – proprio in Inghilterra, la patria del rock che ha fatto conoscere il suono delle chitarre al mondo, sono arrivati al punto che non può entrare più neppure una chitarra? È uno strumento, mica un carico di legname! Se fosse stato uno Stradivari come si sarebbero comportati?».

Poi dalla Dogana hanno chiesto chiarimenti ad Alessandro e proprio ieri sono arrivati a una “soluzione” molto più venale che etica, come invece avevano fatto credere in un primo momento: «Se mio figlio vuole avere la chitarra, deve pagare il dazio. Parliamo di 61 euro su uno strumento che non è un nuovo acquisto, è vecchio di dieci anni e potrà valere circa 300-350 euro. Una cifra esagerata se pensiamo che qualche settimana fa sarebbe arrivata… a costo zero». A questo punto non resta che pagare: «Speriamo che nei prossimi giorni gliela consegnino». E conclude: «Mio figlio racconta che la Brexit sta creando problemi enormi e che nella città di Londra proprio non la volevano. Ma ciò che davvero mi dispiace è che, se l’avessi saputo, l’avrei spedita prima di Capodanno».

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