Rimini. La benzina torna a 2 euro al litro. Benzinai furiosi

Speculazione. Alla base c’è solo questo. Lo dice la logica. Lo confermano gli stessi operatori del settore. Dietro questo inusitato aumento dei prezzi dei carburanti c’è il rilancio di un’operazione commerciale, mirata ad accrescere i guadagni, iniziata lo scorso gennaio ed ulteriormente intensificata in questi giorni. Commenta il titolare del distributore di via Flaminia, proprio davanti alla discoteca Altromondo Studios: «Da questa situazione c’è sicuramente qualcuno che ci guadagna, e anche tanto. Una cosa, però, è certa: non siamo noi». Il gasolio ieri aveva toccato quota 1,854 euro al litro al self service e 2,079 euro al servito e la benzina 1,974 euro al litro al self service e 2,199 al servito. Continua il gestore: «I prezzi che vedete esposti e che pagate per ogni litro di carburante sono quelli imposti dalle compagnie petrolifere. Noi non decidiamo nulla. Ma quello che è più importante sapere, e che non tutti gli automobilisti conoscono, è che da questo aumento noi non ci guadagniamo un euro. Per ogni litro di carburante, infatti, mettiamo in tasca 3,5 centesimi lordi. Sia che i prezzi aumentino, sia che diminuiscano. Per cui, se speculazione c’è, e c’è, noi siamo i primi a non guadagnarci nulla».

Speculazione, appunto, termine usato da quasi tutti i gestori con cui abbiamo parlato. Spiega il titolare di un distributore di via Adriatica a Riccione: «Secondo me le compagnie petrolifere si sono messe d’accordo fissando un prezzo base che poi modificano quando ritengono più opportuno. Basti pensare che, in appena 24 ore, gasolio e benzina hanno subìto un aumento di 5 centesimi al litro: 1,876 euro al self service e 2,078 euro al servito, il primo, e 1,996 euro al service e 2,178 euro al litro al servito, la seconda. Solo il gpl è rimasto invariato a 0,799 euro».

E questo con un regime di accise ridotto. Da marzo, da quando, cioè, il governo Draghi, dietro le forti pressioni dell’opinione pubblica, per il forte aumento dei prezzi dei carburanti, decise di abbassarle di 25 centesimi al litro che, con la contemporanea riduzione dell’Iva, determinò un risparmio complessivo di 30,5 centesimi al litro (15 euro circa a pieno, stima Codacons). Un regime di accise ridotta che dovrebbe durare fino all’8 luglio (anche se la sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra, ha già parlato di una probabile estensione). Continua il gestore del benzinaio riccionese: «Ho notato una perdita di clientela. E per fortuna che le accise sono basse, perché altrimenti chi prenderebbe più l’auto?».

Ma sulle autostrade? Come sarà il prezzo lungo l’A14? Immediata la risposta del gestore della stazione di servizio Montefeltro est a Riccione: «Nonostante abbiamo delle royalty da pagare alla società Autostrade e personale in più per la notte, i nostri prezzi, ormai, sono pressoché in linea con quelli delle pompe cittadine o extraurbane. Oggi dalle compagnie petrolifere ci hanno indicato: gasolio a 1,949 euro al litro al self service e 2,24 euro al servito, benzina a 2,009 euro al litro al self service e 2,289 al servito». Rilancia il titolare del distributore di via Tolemaide a Torre Pedrera: «Io ho ricevuto il messaggio dalla compagnia petrolifera di stare su 1,834 euro al litro al self service e 2,059 al servito per il gasolio e su 1,954 euro al self service e 2,124 al servito per la benzina. Senza dubbio è in corso una speculazione, di cui noi siamo i primi a subirne le conseguenze, insieme agli automobilisti ovviamente». E il gestore di via Flaminia chiosa: «Vi dico solo questo: dai primi di maggio, in appena un mese, quindi, l’aumento del gasolio è stato di 6 centesimi al litro, quello della benzina, addirittura di 17 centesimi. Non aggiungo altro».

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