Rimini, la benzina è aumentata di 60 centesimi in 15 giorni

Sessanta centesimi in quindici giorni: è l’incremento che ha subìto il prezzo del carburante, gasolio e benzina, dall’inizio della guerra in Ucraina ad oggi. Sottolinea Mario Urbinati, gestore del distributore Balducci-Urbinati, in via Flaminia, nei pressi della discoteca “Altromondo Studios”: “Oggi il gasolio, alle pompe ‘Fai da te’, è fermo sui 2,17 euro al litro, mentre la benzina è intorno ai 2,20 euro al litro. Per quanto riguarda, invece, il ‘Servito’ siamo sui 2,40 euro al litro per il gasolio e 2,43 per la benzina. Prezzi assurdi, insostenibili – commenta lo stesso benzinaio – che mettono in difficoltà anche noi, perché il costo del carburante è, sì, cresciuto alla pompa, ma a causa dei forti aumenti che ci sono stati alla fonte, da parte, cioè, delle multinazionali del petrolio. Se andrà avanti così non ci staremo dentro più nemmeno noi. E non solo per i costi. Pensate: sono calati sensibilmente gli incassi dell’autolavaggio, siamo già ad un -40% in quindici giorni, quelli del conflitto. Normale. I soldi spesi in più per il carburante, li vai a risparmiare da un’altra parte». E il titolare del distributore Q8 in via Circonvallazione Nuova conferma: «L’aumento del gasolio e della benzina, da inizio della guerra ad oggi, è stato di un buon 30-40%, che tradotto in soldi vuol dire +0,50 centesimi circa al litro rispetto al periodo pre-bellico. Oggi, ad esempio, siamo intorno ai 2 euro per un litro di gasolio e ai 2,10 euro per un litro per un litro benzina. Solo il Gpl è rimasto pressoché invariato: 0,879 euro».

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