Rimini, all’ex Questura abitazioni, uffici e un supermercato

Un giorno, i pannelli blu mezzi scardinati, i vetri rotti, la puzza di immondizia e i resti dei bivacchi abbandonati lungo i muri e gli anfratti della “nuova” questura che si erge desolata in via Ugo Bassi da oltre 20, anni saranno un ricordo. Un giorno ancora non definito, ma che Piero Aicardi, l’amministratore unico di Asi, Ariminum sviluppo immobiliare, l’srl che si è aggiudicata all’asta il mega immobile, spera arrivi «il più presto possibile». E nell’attesa di presentare, tra circa un mese, il progetto definitivo alla città e al sindaco Jamil Sadegholvaad, l’amministratore e le menti della nuova realtà edilizia e commerciale indicano le linee direttive dell’intervento che promette di «riqualificare totalmente una zona che si trova al centro di Rimini, nel suo cuore pulsante». Così, ieri mattina, Marco Da Dalto, coordinatore del progetto, e l’architetto Leonardo Cavalli, progettista dello studio d’architettura Oneworks, hanno confermato alcune ipotesi e ne hanno sventate altre. «Non verrà costruito un centro commerciale nella sua accezione più comune – assicura Da Dalto -. Ci sarà spazio sicuramente per un supermercato, così come per farmacie o tabacchi, uffici, parcheggi e abitazioni. Sia pubbliche che private». Il filo conduttore dell’intervento che promette di dare nuova vita a un’area di 30mila metri quadrati, però, giurano gli ideatori, è quello «dell’interesse pubblico e collettivo». A proposito dell’ampia area commerciale, pur non lasciandosi andare a indicazioni più precise in merito all’insegna, da Asi spiegano che in ogni caso si tratterà di «un marchio premium, di un supermercato che garantirà posti di lavori sul territorio, capace di dar lavoro a circa 80 o 100 persone».


Investimento pensato

Se qualche tempo fa lo stesso sindaco aveva espresso perplessità in merito alla convenienza dell’investimento effettuato da Asi sull’immobile, pari a 14,5 milioni, la società oggi replica con sicurezza affermando di avere «un piano economico in grado di sostenersi». «Quella del sindaco è stata un’affermazione un po’ istintiva, spinta dalla preoccupazione per quello che verrà fatto qui, – aggiunge Da Dalto – ma abbiamo visto in lui una persona protagonista di questo progetto, anche per la difesa romantica che ne ha sempre fatto». Al primo cittadino, tra circa un mese, verrà infatti presentato il progetto definitivo, «poi alla cittadinanza», puntualizzano.


Tutto da demolire

Per far spazio alla nuova area, che appunto si comporrà di ambienti commerciali, ma anche appartamenti, sia di edilizia privata che pubblica, «verrà tutto demolito», spiegano. E solo per buttare giù tutto quello che c’è, ci vorrà una cifra «tra l’uno e i due milioni». «Sarà un progetto molto importante – chiarisce l’architetto Cavalli – e totalmente contemporaneo, in grado di tenere insieme sostenibilità energetica e sociale, un elemento oggi imprescindibile per le trasformazioni urbane». Nel team, infatti, si annoverano anche paesaggisti, consulenti, e una sociologa «per leggere il contesto in cui operiamo, raccogliendo le necessità della popolazione». In contemporanea, l’Amministrazione sta avviando una fase di incontri con la cittadinanza per una progettazione urbana condivisa. «Noi abbiamo raccolto dati per sei mesi – puntualizza Da Dalto – . Confronteremo i nostri rilievi con i dati oggettivi che raccoglie l’Amministrazione. E se come percorso amministrativo scegliessimo un accordo di programma, sarebbe a tutti gli effetti un confronto continuo».

Da sinistra Aicardi, Cavalli e Da Dalto

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