Rimini, l’eccellenza riminese diventa statale

L’Istituto superiore di studi musicali Lettimi di Rimini sta per diventare statale, ma questo aspetto non cambia la natura e la sostanza della formazione didattica e dell’attività svolta, che rappresenta già un’eccellenza sul territorio. «Abbiamo deciso di organizzare una serie di concerti per tornare a suonare in pubblico – spiega il direttore Ludovico Bramanti – e ora che la capienza delle sale è tornata al 100% speriamo davvero ci sia grande risposta da parte della città. Inoltre desideravamo incentivare i nostri studenti che negli ultimi due anni sono stati molto penalizzati dal fatto di non potersi esibire dal vivo».

Domenica 31 ottobre alle ore 11 al Teatro degli Atti, prenderà quindi il via una rassegna di quattro concerti dei docenti dell’Istituto, a ingresso libero. Ad aprire gli appuntamenti sarà Maurizio Sciarretta, violinista e concertista di fama internazionale; si proseguirà il 7 novembre con il pianista solista Axel Trolese, poi il 14 novembre un trio clarinetto, violoncello e pianoforte: Fantini, Ferretti e Cremonte. In chiusura, domenica 21 novembre, un concerto per piccola orchestra che eseguirà la Sinfonia n. 4 di Mahler diretta da Manlio Benzi.

«Il Lettimi è un’istituzione della nostra città e merita di essere valorizzata ancora di più – sottolinea la neo vicesindaca di Rimini con delega all’università, Chiara Bellini –. L’Istituto è stato il trampolino di lancio di numerose eccellenze e rappresenta un punto di riferimento fondamentale dal punto di vista educativo e culturale. Una formazione musicale all’avanguardia che, in maniera trasversale, coinvolge l’amministrazione comunale, nell’ottica della creazione di una vera e propria cittadella della musica, che va dalla formazione alla promozione di convegni e concerti di allievi, maestri e ospiti».

Il Lettimi ha scelto nel tempo di potenziare i propri corsi di base. Sono state consistentemente incrementate le ore annuali di lezione, a parità di tasse, ed è stato istituito un coro di voci bianche per ragazzi fino ai 14 anni.

«Questa scelta parte dalla convinzione che la pratica musicale, di qualsiasi tipo, faccia parte del bagaglio indispensabile dello sviluppo armonico di un individuo, come lo sport, e dalla consapevolezza che senza un’adeguata base di praticanti tutto l’edificio della formazione superiore crolla per mancanza di fondamenta – aggiunge Bramanti –. Questa offerta didattica è stata apprezzata dalle famiglie e le iscrizioni dei corsi di base si sono triplicate, passando da 18 a 52. Il numero totale di iscritti dell’Istituto rimane attestato su circa 150».

A fronte di ciò l’Istituto ha ritenuto di dover lanciare un segnale di tipo etico e sociale, rivolto ai propri studenti accademici. In un periodo in cui molte famiglie sono in difficoltà per gli effetti della pandemia, si è ritenuto di abbassare le tasse accademiche del 10% e di istituire una borsa di studio per il miglior nuovo ammesso accademico, che permetterà ad un nuovo studente di frequentare il primo anno senza pagare tasse. Questa iniziativa è stata inoltre affiancata da altre borse di studio offerte da privati.

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