Rimini, “quell’amministratore ha sottratto 40mila euro a mia madre”

Avvocato Ghiselli, perché ha deciso di raccontare questa storia?

«Per mettere in guardia persone deboli e chi sta loro accanto da situazioni che a Rimini non sono affatto nuove. Ora, l’associazione Alzheimer Rimini, che frequenta mia mamma, mi ha chiesto di partecipare ad una loro iniziativa ed ho deciso di aiutarli».

Perché a sua mamma è stato nominato un amministratore di sostegno e perché proprio lui?

«A mia mamma è stato nominato un amministratore di sostegno perché soffre di deterioramento cognitivo. La persona che si era offerto di aiutarla era un amico di famiglia che conoscevamo fin da bambino. Erano insorte delle problematiche di assistenza e lui aveva spiegato di essere specializzato nel settore».

Quando ha scoperto che stava sottraendo delle somme dai conti correnti di sua madre?

«Me lo ha riferito mio babbo a fine 2019 in maniera del tutto casuale aprendo una lettera della banca con un estratto conto: non ci potevamo credere vista la fiducia che avevamo in lui».

Cosa ha deciso di fare per tutelare gli interessi di sua mamma e degli altri suoi famigliari?

«Non ci ho pensato due volte: l’ho immediatamente invitato a restituire le somme, cosa che ha fatto parzialmente in mia presenza. Poi ho meditato che sarebbe stato meglio denunciare l’accaduto l’Autorità giudiziaria nel febbraio 2020 affinché non potessero ripetersi simili episodi nei confronti di altre persone in difficoltà».

E’ stato difficile prendere posizione contro un suo collega?

«Posso dire che non è stato facile, soprattutto per le implicazioni che avrebbe avuto la vicenda, ma come mi ha insegnato la mia mamma: “male non fare, paura non avere!”»

L’amministratore di sostegno le ha spiegato perché lo ha fatto?

«I prelievi in contanti erano sistematici e avvenivano quotidianamente per un importo complessivo di circa 40.000,00. Perché l’ha fatto? Lui ha motivato per difficoltà economica».

Come è riuscito a sollevarlo dall’incarico?

«Non è stato affatto facile. Perché, anche a causa di alcuni ritardi da parte dell’ufficio del giudice tutelare del Tribunale, nonostante i documenti che dimostravano gli indebiti prelievi, gli è stato dato un termine per depositare un rendiconto. Finalmente, dopo circa 5 mesi, nel luglio 2020, siamo riusciti a far nominare un nuovo amministratore di sostegno».

Cosa ha imparato da questa esperienza?

«Ho passato momenti molto difficili, mia mamma si è ammalata nel marzo 2020 di covid -19, mi dicevano quando l’hanno portata in ospedale che viste le problematiche di salute avrei potuto non riabbracciarla più. Tornata a casa si è ammalato mio babbo di 89 anni. Ho dovuto anche io fare una quarantena fiduciaria e separarmi da mia moglie e mia figlia».

Cosa ha disposto l’autorità nei confronti dell’allora amministratore di sostegno?

«So che il fascicolo formalmente è ancora in fase di indagine, gli inquirenti mi hanno sentito per acquisire ulteriori informazioni».

Chi l’ha aiutata in questa triste vicenda?

«Ho ricevuto il prezioso supporto di alcuni colleghi con i quali condivido reciproca stima».

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