Rimini, l’accusa di un pensionato: “Cercavo lavoro, truffato per 5mila euro”

Anziano pensionato, per arrivare alla fine del mese è costretto ad andare alla ricerca di un lavoro. E lo trova come rappresentante. La ditta che lo assume, però, ma solo in un secondo tempo capirà di essere stato raggirato, gli fa acquistare con l’inganno – stando alla sua denuncia – dopo aver sottoscritto un corposo finanziamento, il kit di cui deve proporre la vendita: un materasso cui sono abbinati due guanciali omaggio.
Sarà ora la Procura della Repubblica di Rimini, a stabilire se l’uomo è stato vittima di una truffa o meno, come sostiene nell’esposto depositato al terzo piano del palazzo di Giustizia dal legale a cui si è affidato, l’avvocato Paolo Ghiselli.


Di necessità si fa virtu’

Il caro vita non risparmia nessuno, men che meno chi deve la propria sopravvivenza alla pensione faticosamente messa assieme in anni di lavoro. Per questo, arrivando a fine mese sempre con l’acqua alla gola, un 80enne riminese ha deciso di rimettersi in gioco. Dopo aver letto numerosi annunci, la sua attenzione è stata catturata da quella di un’azienda specializzata nella vendita di materassi alla ricerca di nuovi rappresentanti. Il pensionato si è così presentato alla convention che gli avrebbe cambiato la vita in peggio, molto peggio. Assunto, affiancato da un tutor, è andato a suonare porta a porta per imparare l’arte della vendita del prodotto.


Il raggiro

La svolta in negativo, dopo alcuni giorni. Chiamato nelle sede della società, gli è stato spiegato che se avesse realizzato un monte affari di un certo rilievo entro un tot di tempo, avrebbe potuto avere dei benefit e diversi regali, come un bel viaggio. Da qui il consiglio: fare legna acquistando in prima persona, grazie ad un finanziamento, un materasso al prezzo economico di 5.000 euro. Un proforma: una volta in casa gli avrebbero dato aiuto per piazzarlo e scalare la classifica dei bonus per i vincitori. Ovviamente tutto questo non si è realizzato e quando ha capito di essere finito nella trappola di un raggiro ha chiesto, inutilmente, la rescissione del finanziamento. Ora spetterà alla magistratura capire se è stato truffato. «Adesso ho capito perché hanno preso me anziché i tanti giovani che erano presenti alla selezione» l’amaro commento fatto con il suo avvocato durante la stesura della denuncia-querela.

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