Rimini, Kledi e quelli che hanno scelto di vivere sull’acqua GALLERY

RIMINI. «Ogni giorno venivo a correre, a fare una passeggiata o a far colazione nei bar che ci sono nella zona della darsena. Ho notato questa casette sull’acqua, mi sono incuriosito, ho chiesto informazioni e ho deciso di comprare. Ormai sono passati tre anni e sto benissimo». Kledi Kadiu, ballerino e insegnante di danza, è diventato famoso in Italia grazie a programmi come “Buona domenica”, “C’è posta per te” e “Amici” di Maria De Filippi. É uno degli otto proprietari delle casette galleggianti del Marina di Rimini (le altre sei vengono affittate per periodi brevi). É stato fra i primissimi a scegliere questo stile di vita.

L’artista col gommone sotto la camera da letto

«Sono cresciuto sull’Adriatico ma dall’altra parte, a Durazzo, e anche se non sono un uomo di mare, ho sempre avuto un forte legame col mare e col senso di libertà che ti trasmette. Forse sono stato uno dei primi qui a Rimini a capire che questo poteva essere un nuovo modo di vivere. Qui è un posto di vacanza perenne: comodità, quiete, privacy, tramonti favolosi, e la mattina senti la brezza, i gabbiani, i pescherecci: è una magia. Come stare in mezzo al mare su una barca ma queste houseboat sono molto più comode. Un mio amico di Fano ogni tanto mi presta il gommone e lo tengo attraccato alla mia casetta. Quando ho voglia di uscire salgo su e vado a Vallugola a fare un bagno».

 

Estate e inverno

Kledi, specie nel fine settimana, è impegnato con il suo lavoro in tutta Italia. Vive a Rimini da qualche anno insieme alla moglie e ha due figli, una bimba di 5 anni e mezzo e un piccolo nato appena due settimane fa. É molto legato alla città e proprio qui, nel piazzale della darsena il 26 luglio scorso ha presentato un gala con ballerini di importanti teatri e compagnie europee. A Rimini si divide tra l’appartamento sulla terraferma (ma a due passi dalla darsena) e la houseboat. «Da marzo a ottobre vivo spesso in questo contesto», spiega, «ma è bello venirci anche in inverno, quando non piove, nelle giornate di sole: è un altro tipo di magia».

Accanto alla sua “casetta” ci sono degli amici. «Dei super amici, le nostre figlie giocano insieme. Si è formato non dico un quartiere ma un piccolo villaggio del mare…»

Anna porta il lavoro a bordo

Anche per Anna, personale trainer e influencer di origine croata, le houseboat del Marina di Rimini sono un posto speciale. Da marzo anche lei ha comprato la “barca caseggiante” e davanti alla porta che guarda verso le barche ha anche una piccola piscina.

«La mia bimba ha la stessa età di quella di Kledi, giocano insieme e sguazzano nella piscina. Qui è un’isola di pace, un posto esclusivo in una bellissima darsena che fa provare sensazioni uniche e l’aria è buona. Ma io ho preso la house boat anche per lavorare. Video e immagini… qui tutto diventa spettacolare e anche quando sono al lavoro al computer c’è una pace unica. Eppure casa mia (quella sulla terraferma) è a soli 500 metri di distanza… ma i miei figli (ha anche un ragazzino di 13 anni, ndr) vogliono restare qua».

La tempesta, spettacolo in prima fila

Il freddo non fa paura. «Ci stiamo già organizzando per passare qui il Natale. Ad aprile ero dentro la casetta durante una tempesta ed è stato bellissimo. Dentro ero al caldo e al sicuro e vedevo di fuori la natura scatenarsi. Una meraviglia… Anche se poi sono dovuta uscire di fuori perché era volato via lo sdraio in acqua»….

Quattordici “casette galleggianti”

Un piccolo villaggio del mare con 14 “casette galleggianti”. Da un lato il tramonto sui pontili della darsena. Dall’altro l’alba che arriva dal mare. Tutto è iniziato quattro anni fa in una chiacchierata fra Gianni Sorci, direttore del Marina di Rimini, e l’imprenditore Omar Angeli. Quest’ultimo aveva un posto barca vuoto ed era senza barca. L’avrebbe buttata là: «E se ci metto su una casetta galleggiante?». «Ci abbiamo ragionato un po’ insieme ed è venuta fuori l’idea», raconta Sorci. «Ci sono barche da crociera, barche da regata… ecc. noi abbiamo anche la barche “caseggianti”… le houseboat, perché è questa la traduzione in italiano. A loro abbiamo dedicato una banchina in quello che è diventato una specie di villaggio perché noi siamo un marina resort, per certi versi siamo equiparati ai villaggi turistici o ai campeggi».
Nel corso degli anni il progetto è andato avanti a strappi perché ogni tanto arrivava un freno burocratico vista la novità. Da quest’anno, però, si è partiti a tutta ed è stato un vero e proprio boom.
«Oggi», spiega Sorci, «vanno molto le vacanze esperienziali e questa qui è una cosa molto particolare. Poi, è ovvio c’è anche chi è venuto e se n’è andato via perché non riesce a stare su una cosa che ondeggia. Non a tutti può piacere. Non tutti sono come il direttore d’orchestra Roberto Soldatini che dieci anni fa ha deciso di vivere su una barca».
L’idea di passare almeno la vacanza sull’acqua è comunque piaciuta e così, grazie anche alle piattaforme di Booking e Airbnb, questa estate sono arrivati i turisti, soprattutto tedeschi, svizzeri e austriaci. Sorci si dice convinto che lavorando anche con qualche tour operator il progetto si possa sviluppare ulteriormente. Il wifi, il gommone per fare la gita in mare, la bicicletta per andare nel centro storico di Rimini, le convenzioni con i ristoranti. Chi arriva alle “casette” trova tutta una serie di servizi utili. Il costo? A seconda della stagione da 200 a 400 euro a notte per tutta l’unità (hanno 5 posti letto). Per chi la compra c’è da mettere nel conto circa 80mila euro per il modello base.
«Attualmente abbiamo otto barche di proprietà e non andremo oltre. Tecnicamente sono tutte omologate CE come natanti perché sotto i dieci metri e ognuna di loro paga l’ormeggio come le altre barche del Marina. Sei barche invece sono in affitto. Secondo i nostri piani arriveranno a 18, sei nel 2022 e altre sei nel 2023. Poi ci fermeremo».

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