Rimini e la Fiera in Borsa: “Peggio così non poteva andare”

“Peggio di così non poteva andare”. Non fa certo giri di parole il presidente di Italian exhibition group, la società nata dalla fusione delle Fiere di Rimini e di Vicenza, Lorenzo Cagnoni, rispondendo questa mattina alla stampa che gli chiede se sia soddisfatto della scelta della quotazione in Borsa della società. Davvero difficile esserlo, dati alla mano. “Oggi siamo a 1,89, quando abbiamo fatto il collocamento eravamo a 3,70 e siamo saliti fino oltre a 5”. E certo non consola, chiosa Cagnoni sempre a margine della presentazione del Piano industriale, “dire che siamo in buona o cattiva compagnia”. Per cui “alla domanda se in queste condizioni rifarei quella scelta, rispondo che quando i contesti cambiano le risposte sono sempre diverse, ma probabilmente avrei dei dubbi”. Ci scherza su anche l’amministratore delegato Corrado Peraboni: “Io ho 9.000 azioni e ci credo molto che torneremo ai livelli precedenti”. Così stimolato, da azionista anche lui, pure Cagnoni afferma di crederci, “anche oltre la conclusione del mio mandato”, fissata tra due anni, nella primavera del 2024. Dunque ampiamente prima della scadenza del Piano industriale 2022-2027, che non lo vedrà dunque protagonista che per i primi due anni. Invece, “l’ad è giovanissimo- conclude il presidente- e penso abbia prospettive infinite, per cui sarà lui a decidere”.

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