Rimini. Intossicazione da cannabinoidi: a 10 mesi in Rianimazione

Bimbo di 10 mesi ricoverato in Rianimazione a causa di una intossicazione da cannabinoidi.

Vicenda delicata e ancora da chiarire per molti aspetti quella che ha per protagonisti un papà dell’Est Europa e la mamma riminese del piccino le cui condizioni, fortunatamente, con il passare delle ore, grazie alle cure del personale della Rianimazione e della Pediatria, sono decisamente migliorate e adesso è fuori pericolo. Del caso se ne stanno occupando il sostituto procuratore Paola Bonetti e gli investigatori della Squadra mobile della Questura di Rimini.

La storia

«Aiutateci, nostro figlio sta molto male. Non sappiano perché». Sono le parole del disperato grido d’aiuto lanciato l’altra notte dalla coppia arrivata con il piccino stretto tra le braccia della mamma al triage dell’ospedale Infermi e subito dirottato al pronto soccorso pediatrico. Al personale in servizio che ha chiesto ai genitori le condizioni generali del piccolo durante la giornata, hanno risposto di averla trascorsa al parco e di non aver notato nulla di strano nel suo comportamento. Poi, nel cuore della sera, la continua mancanza di reazioni del piccino alle loro sollecitazioni li ha convinti così a correre in ospedale e chiedere aiuto.

La diagnosi

Lo stato di torpore del bambino ha aperto la strada all’ipotesi più inquietante. Ovvero che il piccino si potesse essere intossicato assumendo sostanze stupefacenti. La conferma è arrivata da un “semplice” test che ha “spiegato” la patologia da cui era affetto ed ha aperto un capitolo che potrebbe costare molto caro a mamma e papà. Quello stato di apparente catalessi, infatti, hanno svelato gli esami di laboratorio, sarebbe stato provocato dall’assunzione per via orale di droga, probabilmente marijuana. Stupefacente che gli investigatori della Squadra mobile ora stanno cercando di capire dove il piccino possa aver trovato. Nessuna ipotesi viene esclusa, compresa quella che un ciuffo gli possa essere rimasto in mano mentre giocava al parco. Del resto le aree verdi cittadine da tempo sono diventate la casa degli spacciatori. Della vicenda sarà interessato ovviamente anche il Tribunale dei Minorenni di Bologna ed i servizi sociali. Come detto le condizioni del piccino sono migliorate e in giornata è stato trasferito in Pediatria.

Il dottor Gianluca Vergine è il primario del reparto di Pediatria dell’ospedale Infermi di Rimini. Direttore cosa può provocare in un bambino così piccolo l’assunzione di sostanze stupefacenti come la cannabis?

«Le reazioni variano in base al quantitativo di droga che ha assunto».

Che sintomatologia dà la cannabis su un bambino di appena 10 mesi?

«Uno stato di abbattimento, di flaccidità che può provocare gravi difficoltà respiratorie e nei casi più gravi può arrivare fino al coma. Ecco perché devi ricoverarlo a prescindere. È infatti necessario controllare costantemente tutte le funzioni ed i parametri vitali, in primis la respirazione».

Una vicenda di questo genere può lasciare strascichi sulla sua crescita?

«Al momento direi che non ci saranno conseguenze. Già adesso ha risposto nel migliore dei modi alle cure e si è ripreso molto bene».

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