Rimini, insultò Gloria Lisi su Facebook: il risarcimento va in beneficenza

RIMINI. Una lettera «con scuse vere» e un assegno «subito girato da Gloria Lisi all’associazione Arcobaleno che tiene corsi di italiano per stranieri». È una donna, la prima imputata del processo che vede seduti sul banco del tribunale di Rimini iscritti e “simpatizzanti” di Forza Nuova, chiamati a rispondere del reato di diffamazione aggravata contro la vice sindaca e assessora ai Servizi sociali Gloria Lisi, a chiudere la sua partita con la giustizia. L’avvocato Maurizio Ghinelli, infatti, legale della Lisi, ha immediatamente rimesso la querela. Dal dibattimento che ha visto la celebrazione della seconda udienza, esce anche il principale imputato che deve rispondere anche della violazione della legge Mancino, per aver “istigato all’odio razziale”.

Oltre ad aver apostrofato pesantemente la vice sindaca, aveva postato una vignetta in cui Hitler invitava un suo seguace ad andare a fare il pieno di benzina da usare per dare fuoco ad un campo nomadi. Il reato contestato prevede che sia il tribunale collegiale e non l’attuale monocratico a giudicare l’indagato. Che in aula ci deve arrivare dopo la celebrazione dell’udienza preliminare e non per citazione diretta come fatto invece dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta. Per questo imputato, quindi, l’iter riparte da zero. La sua posizione è stata stralciata e gli atti sono stati trasmessi nuovamente alla procura della Repubblica.

Davanti al giudice monocratico, rimangono quindi in 12. Prossima udienza a giugno. Gloria Lisi, di cui l’autore di un altro post su Fb chiedeva l’ impiccagione, insieme al sindaco, in piazza Tre Martiri, è diventata oggetto dei pesanti attacchi di iscritti e simpatizzanti di Forza Nuova, per aver portato la solidarietà dell’Amministrazione a Emmanuel Nnumani, un giovane migrante nigeriano, gravemente ferito da uno squilibrato che lo aveva prima accoltellato davanti ad un minimarket di viale Trento Trieste, quindi lo aveva investito dopo un breve inseguimento. Fatti avvenuti la sera del 22 marzo del 2017.

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