Rimini. Insegnanti in allarme per Astrazeneca, arrivano le disdette

Telefonate, richieste di chiarimenti e di rassicurazioni, ma anche numerose disdette. Rimini non fa eccezione. Come accaduto ieri in molte città italiane, in seguito al panico generato dal ritiro (temporaneo) dal mercato del lotto Abv2856 del vaccino Astrazeneca, anche a Rimini molti medici di base hanno dovuto fare i conti con raffiche di telefonate e disdette degli appuntamenti per l’iniezione della dose del vaccino inglese. A dare l’allarme, è il presidente dell’Ordine dei medici di Rimini, Maurizio Grossi, che riferisce come diversi medici di medicina generale abbiano visto i pazienti, in gran parte membri del personale scolastico, disertare la seduta di somministrazione. «In alcuni casi – spiega il presidente – i medici sono riusciti a convincere i pazienti. In altri invece non ce l’hanno fatta, e i flaconi sono rimasti in frigorifero». A chiedere consiglio su come comportarsi, in certi casi, anche gli stessi medici.

Solo in Romagna del lotto Astrazeneca sequestrato sono state già somministrate quasi tremila dosi, quasi tutte nel ravennate. Chi non ha disdetto ha tempestato il proprio medico di fiducia di telefonate, «chiedendo chiarimenti, se era a rischio, cosa avrebbe dovuto fare», racconta Corrado Paolizzi, medico di base e consigliere regionale di Fimmg, sindacato dei medici di medicina generale. «Personalmente, io ho gestiti la faccenda tramite una chat Whatsapp in cui avevo già riunito i miei assistiti in lista per il vaccino, e lì ho affrontato tutte le questioni, confidando anche sulla loro comprensione, in quanto individui che di professione per la maggior parte fanno gli insegnanti». «Sono stato molto chiaro – dice Paolizzi -. Ho detto loro di non confondere le coincidenze con le cause. Le motivazioni per cui può avvenire una tromboembolia sono tante, può succedere anche alle donne che assumono la pillola anticoncezionale e fumano, avendo una specifica predisposizione genetica, eppure non si vieta la pillola». Inoltre, ricorda il medico, «per una delle persone la cui morte era stata giudicata sospetta, l’autopsia ha già escluso una correlazione con il vaccino».

«Comprensibile» definisce invece il «timore da parte di qualche collega medico un po’ disorientato, preoccupato di potersi un giorno trovare al centro di una vicenda giudiziaria». «A chi era così in apprensione, – racconta Paolizzi – io ho detto, proprio per stare dalla parte del sicuro, di attendere l’esito delle autopsie». L’indicazione della Regione, per tutti i lotti non bloccati, è quella di procedere regolarmente. A proposito, Paolizzi ricorda che «i vaccini hanno fatto vincere tante battaglie all’umanità, e sarà così anche stavolta».

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