Rimini. Insegnante: voglio vaccinarmi presto anche con AstraZeneca

«Sono pronta a farmi vaccinare il prima possibile, anche con le dosi di AstraZeneca». Parola di una insegnante delle scuole superiori della provincia di Rimini che da settimane ormai chiede di potersi immunizzare, senza ottenere il risultato sperato.

Dall’inizio di marzo i docenti si potevano sottoporre al vaccino AstraZeneca: adesioni aperte sin dalla metà di febbraio

«Per diversi giorni ho aspettato il mio turno per il vaccino – spiega la professoressa –. Ho chiamato il medico di famiglia il quale mi ha spiegato che era necessaria la presenza di almeno 12 persone per procedere e che non c’era la fila. Tanto che mi trovavo a metà della lista, ma oltre a me non c’era più nessuno. Insomma nessuna corsa per avere le dosi».

Una decina di giorni dopo «mancavano ancora cinque persone per completare il gruppo». La situazione si stava però sbloccando proprio in questi giorni «sabato scorso però una insegnante si è ritirata e la vaccinazione è stata nuovamente rimandata». Poi «è scoppiato il caso AstraZeneca, le dosi ora sono bloccate e addio vaccino».

L’insegnante è però pronta a farsi immunizzare, appena possibile e anche con il vaccino inglese al centro di mille polemiche.

«Io mi vorrei vaccinare, perché uso tutti i giorni i mezzi pubblici dove nessuno rispetta le regole. E anche in classe la situazione non è così sicura come dicono, tanto che la frase che sono costretta a ripetere più spesso è “tirate su la mascherina”. Oltre al fatto che molti ragazzi si presentano in aula con dispositivi di protezione assolutamente non a norma».

In questo momento la professoressa può lavorare da casa: «Mio figlio deve seguire la didattica a distanza e quindi posso fare lezione da casa, ma di fronte alla necessità sarò costretta a tornare in classe e non sono vaccinata. In questo momento mi sento come sospesa…».

E rivela: «Francamente non ho pregiudizi rispetto all’Astra Zeneca, anche perché non credo che ai prof passino altro».

«Da quando è scoppiata la pandemia – conclude -, sono sempre andata a scuola. Però mi sono sentita usata, quasi una badante. Faccio qualsiasi cosa, ma non l’insegnante. Poi ci sono gli studenti che mi leggono delle cose da Wikipedia e io devo mettere un voto».

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