Cono sì, o cono no? Al centro dei dubbi del nuovo Dpcm ci son finiti anche i coni e le coppette gelato. Mangiare un gelato camminando, dopo che la lancetta dell’orologio ha già battuto le 18, è consentito o è fuori legge? «Per sicurezza, io i coni gelato dopo le 18 non li vendo», mette in chiaro Nicola Nanni, titolare della gelateria biologica Santa Colomba di piazza Malatesta. «Perché nei “pressi” del locale – sottolinea il gelataio – può voler dire anche a cinquanta metri, e io non posso mettermi a rincorrere i clienti per dir loro di andare “più in là”».

Cosa fare e cosa no non se lo chiedono solo i gelatai, ma anche i rappresentanti di categoria, che senza delucidazioni da parte di Stato o Regione ammettono di non saper dare risposte certe ai loro associati. «Ci sono molti aspetti che si prestano a interpretazioni, rimettendo tutto alla discrezionalità dell’operatore e, purtroppo, anche delle forze dell’ordine quando è il momento di sanzionare» spiega Giovanni Bucci, responsabile provinciale Cna alimentare. In mezzo a tante incertezze, però, una cosa è certa: dopo le 18, in piedi in gelateria, nella pizzeria al taglio o nella piadineria non si può consumare, così come non lo si può fare «seduti sulle panche che non consentono il distanziamento – puntualizza Bucci – sia all’interno che all’esterno dei locali». I gestori delle gelaterie, intanto, si attrezzano per adeguarsi alle linee guida che appaiono incontrovertibili. Alla gelateria Il castello di via Dario Campana riferiscono di eliminare, alle 18, tutte le sedute esterne, e in un’altra gelateria con diversi punti vendita in città spiegano di essere in procinto di riorganizzare i locali per favorire file ordinate nel ritiro di coni, coppette e vaschette. Il cono da asporto dopo le 18, però, resta la grande incognita. Secondo i gestori del Pellicano al centro Ausa non dovrebbero esserci problemi se lo si acquista e poi lo si consuma a distanza dalla gelateria, mentre il titolare della Santa Colomba comunica che «si venderanno solo coppette, oltre alle vaschette, che verranno incartate, in modo che si capisca bene che sono per l’asporto».

I dubbi

I “non lo so” riguardano tanti aspetti. Uno di questi, spiega Bucci di Cna, è legato ai locali che hanno posti a sedere, come pizzerie al taglio o da asporto, ma anche piadinerie e hamburgerie, che però non fanno servizio al tavolo. «Si può consumare “in loco” se ci sono i tavoli anche se il locale non ha la licenza per il servizio? Al momento non è chiaro». Il cono gelato, tuttavia, secondo la Cna, può rientrare nell’asporto, e quindi può essere venduto ai clienti, a patto che poi lo vadano a consumare lontano dalla gelateria, in modo da non creare assembramenti nei pressi dell’attività. «Il senso della norma contenuta nel Dpcm – spiega Bucci – è quello di evitare che si formino raggruppamenti di persone, che gli avventori dei locali si fermino a chiacchierare tra di loro creando assembramenti spontanei». E’ per questo, prosegue il responsabile del settore alimentare di Cna, «che si caldeggia la vendita su prenotazione, anche di gelati, e invitiamo i gestori delle gelaterie, soprattutto quelle più frequentate, a predisporre sistemi per fare la fila in maniera ordinata». Decisi a risolvere i tanti interrogativi originati dal nuovo Dpcm, i responsabili di Cna si sono rivolti alla Regione «ponendo interrogativi specifici – chiarisce Bucci – anche in merito alla corretta integrazione tra dispositivo nazionale e regolamento regionale, la cui pubblicazione è in programma a breve».

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