Rimini, il sindaco Gnassi chiede rinforzi e presidi per la sicurezza

RIMINI. Rinforzi, rinforzi, rinforzi. Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi affronta di petto la tematica della “mala movida” all’indomani dei festeggiamenti in tutte le piazze italiane per la vittoria dell’Italia sulla Spagna nella semifinale dei Campionati europei di calcio. E, anche come responsabile regionale di Anci, avanza “formalmente” al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese “la richiesta, condivisa da tanti colleghi delle località della Riviera e dalle città dell’Emilia-Romagna, di assumere il tema del potenziamento della dotazione del personale di polizia e dei mezzi necessari come prioritario nell’agenda operativa dell’Interno”. Ieri sera Rimini come molte altre città, argomenta il primo cittadino, è stata invasa dalla gioia per la vittoria azzurra, ma “il colpo d’occhio per chi amministra non può inficiare la complessità dell’analisi, tra il desiderio di tornare alla vita e alle relazioni dopo un anno e mezzo di forzata compressione da lockdown e un contesto di sicurezza e di controllo del territorio omogeneo, diffuso e assolutamente inderogabile”. Per Gnassi sono “tanti, troppi, i segnali circa una crescente difficoltà a gestire l’ordine pubblico”: Rimini e provincia “stanno avendo un colpo d’occhio eccezionale sul fronte degli arrivi turistici”, per cui “bisogna che la sicurezza venga organizzata, da chi ne ha la competenza diretta per legge in modo tale da evitare, prevenire, reprimere qualsiasi problema”. In certe zone della città, prosegue, nelle ore serali e notturni servono “presidi continui di forze dell’ordine”. 

Anche in spiaggia “occorre un monitoraggio e una sorveglianza territoriali che sono possibili solo attraverso una maggiore dotazione di agenti e strumenti”. Un compito che governo e ministero dell’Interno devono “assolvere immediatamente”. Gnassi lo afferma “senza polemiche con spirito costruttivo e con fermezza: c’è un pezzo d’Italia che deve gestire da maggio flussi turistici consistenti e questo è sicuramente positivo. Ma deve avere la legittima, massima attenzione da parte di chi, a livello nazionale, dispone di strategie uomini e mezzi riguardanti l’ordine pubblico”. La richiesta che arriva da Rimini, da Istituzione a Istituzioni, è dunque quella di “collaborazione, non solo a parole. Chiediamo personale subito. Chiediamo che lo Stato metta in cima all’agenda la gestione e il controllo del territorio nelle località meta della vacanza degli italiani”. E di certo, ci tiene a sottolineare Gnassi, “non chiediamo nulla che non ci spetti”. Oggi i sindaci protestano per le “totali responsabilità di cui si fanno carico, non avendo però né ruolo né funzioni, né potere mezzi”, conclude il primo cittadino riminese, ma l’ordine pubblico “spetta allo Stato”, dunque “è indispensabile che nei luoghi dove si concentrano buona parte di italiani e turisti sia garantito: date uomini e mezzi in questa estate che speriamo sia calda solo per la temperatura”.

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