Rimini. Il sindaco al prefetto: “Profughi via dalla zona mare”

Mai più centri di accoglienza profughi nella fascia turistica. Lo ha chiesto al Prefetto il sindaco Jamil Sadegholvaad a proposito dell’Hotel Alba di Miramare. Una linea sposata anche dall’assessore alla protezione sociale Kristian Gianfreda.

“Caro Prefetto ti scrivo”

Matteo Zoccarato (Lega) giovedì sera in consiglio comunale ha sollevato ancora una volta il caso dell’Hotel Alba di Miramare che da alcuni giorni accoglie decine di richiedenti asilo. Una accoglienza che ha generato perplessità, come già in passato.

L’assessore ai servizi sociali Kristian Gianfreda ha sottolineato come si tratti di una struttura Cas (Centro di accoglienza straordinaria), gestita direttamente dalla Prefettura sulla base delle indicazioni che arrivano da Roma.

Non solo. All’inizio di novembre, ha ricordato Gianfreda, il sindaco Jamil Sadegholvaad ha inviato al Prefetto una lettera nella quale rimarcava le preoccupazioni per la decisione di destinare l’albergo a struttura di prima accoglienza. «Purtroppo – si legge nella lettera – indipendentemente da ogni altra valutazione di merito, è evidente che il contesto urbano scelto presenta alcune obbiettive criticità sotto il profilo della sicurezza percepita che potrebbero essere aumentata dalla attivazione della struttura».

Il primo cittadino ha poi chiesto “rassicurazioni” per il futuro. «Riteniamo al riguardo opportuno proporre di inserire nelle convenzioni future la previsione che dette strutture di accoglienza siano collocate a monte della ferrovia e con una distanza minima significativa tra di esse onde assicurare una distribuzione più equilibrata sul territorio comunale. Riteniamo inoltre necessario prevedere una periodica congiunta valutazione degli impatti dei centri di accoglienza sui contesti urbani di inserimento anche mediante la programmazione di specifici servizi di osservazione e controllo da parte delle forze di pubblica sicurezza».

In aula l’assessore Gianfreda ha ricordato come ci siano stati incontri e sia in corso un confronto con la Prefettura sia per il caso di Miramare sia soprattutto, per arrivare a «definire nei prossimi bandi delle clausole che impediscano l’apertura di centri di accoglienza nelle zone turistiche». «Questo per un duplice obiettivo – ha detto l’assessore – sia per tutelare le zone a vocazione turistica, sia per favorire una reale accoglienza e quindi un vero inserimento dei richiedenti asilo ospitati sul territorio».

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