Rimini. Il mancato suicida è libero, cattura revocata

Se si è trattato di un errore di persona, al momento non è lecito saperlo. Ma ieri, a poco più di 24 ore dal tentativo di suicidio in carcere di Ervin Cukaj, 36enne albanese arrestato sabato scorso a Rimini in esecuzione ad un mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura di Atene perché condannato in via definitiva all’ergastolo per un omicidio commesso in Grecia nel 2004, gli stessi giudici ellenici hanno comunicato d’aver revocato il provvedimento restrittivo a suo carico.

Nell’informativa inviata al carcere di Rimini, al Dipartimento della pubblica sicurezza direzione centrale della polizia criminale servizio per la cooperazione internazionale dell’Interpol-Unità nazionale Europol-Sirene del Viminale a Roma, alla Procura generale della Corte d’Appello di Bologna e al legale di fiducia di Cukaj, l’avvocato Giuliano Renzi, le autorità greche non danno alcuna spiegazione di questa loro improvvisa marcia indietro. A questo punto, l’unica cosa importante, riguarda le condizioni dell’operaio che sarebbero in via di netto miglioramento.

Ervin Cukaj, lo ricordiamo, è stato salvato in extremis lunedì grazie al massaggio cardiaco che gli è stato praticato dal personale delle Polizia penitenziaria, subito dopo aver tagliato il cappio creato con un lenzuolo della branda con cui ha cercato di impiccarsi nella sua cella, poco prima dell’inizio dell’udienza per la sua estradizione a Bologna. Erano ben 16 anni che il manda d’arresto europeo attendeva dei essere eseguito. Destinatario il giovane che l’11 luglio del 2004, a Puleo Faliro (Atene) aveva freddato praticamente a bruciapelo un uomo con cui l’assassino aveva appena avuto una violenta discussione. A questo punto, con la revoca del provvedimento, tutto sembra essere messo in discussione.

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