Rimini, il giudice inverte le dichiarazioni dei testi: risarcita dopo quasi 6 anni

Il giudice di pace sbaglia a leggere il verbale e la vittima dell’incidente è costretta ad attendere cinque anni e un secondo pronunciamento della giustizia, per vedersi riconosciuto il risarcimento pieno. Vicenda surreale quella che ha per protagonista un’anziana ciclista riminese. Tutto inizia il 19 gennaio del 2016 quando, mentre attraversa sulle strisce pedonali spingendo la bicicletta a mano, è centrata in pieno da un’auto il cui conducente, senza pensare, sta sorpassando un’altra vettura che si era fermata per far attraversare la signora. Scaraventata a terra, finirà in ospedale in ambulanza. Lungo l’elenco dei traumi che riempiranno il certificato di dimissione dopo la medicazione.


Errore marchiano

Nonostante l’evidenza degli eventi, la presenza di un testimone importante come l’automobilista sorpassato, con pratica non certo inusuale, l’assicurazione dell’investitore rifiuta di risarcire il danno: sostiene infatti il concorso di colpa della signora nell’incidente. A questo punto non si può fare altro che partire con le vie legali. A decidere su chi ha ragione un giudice di pace che da tempo ha lasciato Rimini. Che fa sua la tesi della compagnia assicuratrice, scoprirà l’avvocato Paolo Ghiselli, prendendo un granchio colossale. Il legale che assiste la signora se ne accorge leggendo il dispositivo della sentenza. Il giudice infatti, attribuisce alla ciclista dichiarazioni invece rese dall’automobilista che si era fermato per farla passare. Così stabilisce che «il tenore della testimonianza svela aspetti contraddittori assorbenti su l’ intera deposizione poiché non è verosimile che se una persona dopo un incidente stradale cada possa spingere un mezzo specialmente, laddove, come nel caso di specie, certificato del pronto soccorso, riporti una tumefazione con ecchimosi al ginocchio e a causa dei dolori riportati, vengano fatti accertamenti quali raggi al torace, al rachide cervicale, al bacino, al ginocchio, alla gamba al femore ed infine una ecografia all’addome completa».
Ancora più scontato, a questo punto, il ricorso in appello vinto in settimana. Finalmente la signora, dopo quasi sei anni dall’incidente, potrà avere i soldi che le spettano, con buona pace dell’ufficio legale dell’assicurazione.

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