Rimini, il Gay pride torna il 30 luglio: musica e divertimento

Dopo due anni di stop questa estate torna “Rimini Summer Pride”, la sfilata arcobaleno sul lungomare. Non solo. Alcuni esponenti della maggioranza stanno lavorando a un ordine del giorno per proclamare Rimini “zona di libertà per le persone Lgbt” e nelle prossime settimane il documento è destinato a varcare la soglia del consiglio comunale.

“Siamo pronti”

Allora. Sulla pagina Facebook di “Rimini Summer Pride” da qualche giorno è stata ufficializzata la data della prossima sfilata arcobaleno: 30 luglio. Si torna quindi alle origini, dopo che l’anno scorso gli organizzatori erano stati costretti a dirottare sul 7 agosto per non “interferire” con la Notte Rosa. Non se ne fece comunque nulla perché la lotta al Covid suggerì di passare la mano.

Ora, dopo due anni di oblio, il lungomare di Rimini potrà tornare a ospitare carri, musica, colori, balli e divertimento. Dodici mesi fa la manifestazione avrebbe avuto anche un significato particolare dato che era stata dedicata a Raffaella Carrà, scomparsa proprio l’anno scorso e riconosciuta regina incontrastata dalla comunità gay. Dal punto di vista organizzativo è ancora tutto in alto mare, comunque la scenografia è consolidata. L’unica certezza è che il divertimento è assicurato.

«Liberi liberi liberi”

Marco Tonti è consigliere comunale di Rimini Coraggiosa e insieme ad alcuni colleghi della maggioranza, in particolare del Partito democratico, sta lavorando a un ordine del giorno grazie al quale proclamare Rimini “zona di libertà per le persone Lgbt”.

La premessa è obbligatoria. Dal 2019, infatti, in Polonia, oltre cento fra regioni, distretti e comuni hanno adottato risoluzioni in cui si proclamano liberi dalla ideologia Lgbt o hanno approvato carte regionali dei diritti della famiglia. A ciò si aggiunga che l’anno dopo, in Ungheria, la città di Nagykàta ha fatto proprio un provvedimento che vieta la “diffusione e promozione della propaganda Lgbt”.

Quindi? Se da una parte c’è chi chiude le porte e vieta, dall’altra c’è chi alza la bandiera della libertà. Anche perché le risoluzione discriminatorie, recita uno studio condotto dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, hanno come conseguenza diretta l’aumento di atti di violenza, intolleranza e discorsi di incitamento all’odio nei confronti di persone Lgbt.

In tutto ciò esiste un precedente. Nel 2021 (l’11 marzo) il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con la quale l’Unione europea è proclamata zona di libertà per le persone Lgbt. In Italia sono due i Comuni che hanno aderito: Chiaravalle e Milano, Rimini sarebbe il terzo.

L’approvazione dell’ordine del giorno comporterebbe ovviamente la condanna dell’azione dei governi contro i diritti delle persone Lgbt e quindi un impegno a favore di politiche pubbliche volte a promuovere e tutelarne i diritti. Particolare da non trascurare, la bandiera arcobaleno sarebbe esposta in Municipio durante il Mese dell’orgoglio (giugno).

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