Rimini, il Comune ribadisce il no al parco eolico

Rimini non intende cedere di un millimetro sulla sua vocazione turistica, pur non rinunciando alla prospettiva green. Per questo il Comune torna a bocciare non solo il progetto di un parco eolico di fronte alla propria costa, ma i doppioni in generale, dagli aeroporti a «porti e avamporti se non industriali ma con attracchi per crociere». Con quello che è un riferimento, neanche troppo velato, rispetto al Ridolfi di Forlì e al progetto da poco presentato da Riccione per l’attracco delle navi di fronte alla costa.

Lo spunto all’amministrazione comunale lo offrono le proposte di Legambiente per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tra le priorità figurano appunto i parchi eolici in Sicilia, in Sardegna, nell’Adriatico. Il primo distinguo riguarda le distanze: 60 chilometri dal litorale in Sicilia «più che sotto costa» a Rimini. L’istanza presentata per ottenere la concessione demaniale, proseguono da Palazzo Garampi, è stata respinta dai Comuni interessati e anche il tessuto sociale ed economico locale, e quello associativo «si è già espresso in merito a un progetto che giudica sbagliato». Un piano che per Rimini «appartiene a una stagione differente. Abbiamo bisogno di terra e di sogno, di coste di mare, abbiamo bisogno che la green economy non sia la vocazione in cui rifugiarsi dietro i dibattiti, ma sia applicata sul campo».

Per la transizione energetica, prosegue l’amministrazione comunale, non serve «una scorciatoia in un territorio vocato», ma «un Piano energetico romagnolo e regionale dove si individuino azioni più forti, più siti per produrre i megawatt necessari per l’intera Romagna».

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