Rimini, il caso Glovo si allarga: “Nessuna tutela per i rider”

Non si fermeranno le assemblee dei rider di Glovo per chiedere la regolarizzazione dei propri rapporti di lavoro. E il percorso portato avanti con la Cgil di Rimini si allargherà anche ai colleghi di altre piattaforme.

Sono le due indicazioni emerse al termine dell’assemblea pubblica che la Filcams-Cgil di Rimini, la Filt-Cgil di Rimini e la Nidil-Cgil di Rimini, le federazioni dei lavoratori rispettivamente del terziario, della logistica e atipici hanno convocato alla Camera del lavoro cittadina ieri pomeriggio e a cui hanno partecipato complessivamente una dozzina di rider.

«La piattaforma Glovo ancora oggi, nonostante le proteste dei riders, si avvale di collaborazioni occasionali o costringe di fatto i lavoratori ad aprire la partita Iva, negando loro un contratto di lavoro subordinato come è nei fatti il loro lavoro – rimarcano Massimo Bellini, segretario generale della Filt-Cgil Rimini, Mirco Botteghi, segretario generale della Filcams-Cgil Rimini, e Alessandra Gori, segretaria generale della Nidil-Cgil Rimini –. E’ recente (novembre dello scorso anno, nda) la sentenza del Tribunale di Palermo che ha dato ragione ad un ciclofattorino riconoscendogli, infatti, la subordinazione».

Ecco, dunque, che «l’obiettivo dei lavoratori e delle sigle sindacali è quello di superare il cottimo e regolarizzare i rapporti di lavoro che ancora sono autonomi – aggiungono Bellini, Botteghi e Gori –, nonostante le indicazioni della Procura di Milano e dell’Ispettorato del lavoro».

A febbraio, al termine di un’inchiesta, la Procura di Milano ha notificato a Glovo, ma anche a Deliveroo, a JustEat e a Uber, dei verbali in base a cui dovranno regolarizzare i propri lavoratori, rider e autisti, inquadrandoli con contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Ma non è finita: «A ciò si aggiunge il tema dello svolgimento in sicurezza del lavoro, che ad oggi non vede le coperture Inail e antinfortunistica – continuano i tre segretari sindacali –, e che le recenti modifiche normative indicano in carico alla piattaforma anche in presenza di un lavoro autonomo».

Insomma, «il percorso avviato prevederà nuove assemblee nelle prossime settimane – anticipano – e la strutturazione di una rete tra lavoratori delle varie piattaforme». A cominciare, naturalmente, da quelli di Glovo.

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