Caffè macchiato caldo, caffè macchiato freddo, caffè macchiato freddo con la schiuma calda. «Troppo lavoro dietro un caffè macchiato. Non può costare come il caffè normale». All’Antica Cafeteria di piazza Tre Martiri, infatti, il caffè macchiato costa un euro e venti centesimi, a differenza di quello liscio, che si può bere a un euro tondo tondo. «Non come in altri bar, dove il caffè normale costa un euro e dieci, o anche un euro e trenta» ricorda il gestore del locale, Loris Cerbara, 59 anni. Ma quello macchiato, invece, secondo il barista, deve per forza costare di più: «Tra il costo del latte e la lavorazione che comporta, non si può “mettere” a solo un euro».

Fino a qualche mese fa, in realtà, all’Antica cafeteria il caffè macchiato costava un euro come quello normale. Poi però qualcosa è cambiato, e questa settimana di fronte alla cassa è spuntato anche un cartello in cui la direzione avvisa la clientela che il caffè liscio costa un euro, mentre quello macchiato 20 centesimi in più. «Abbiamo alzato il prezzo da un po’ – spiega Cerbara – perché a un certo punto mi sono reso conto che le richieste di alcuni clienti erano davvero pretenziose. C’era chi lo voleva macchiato freddo, macchiato caldo, chi con molta schiuma o con la schiuma calda, oppure cremoso con il cacao». «E allora – continua Cerbara – prendendo in considerazione anche il costo del latte, che io pago più di due euro al litro, ho scelto di alzare il prezzo a un euro e venti». Facendo presente al barista che in diversi esercizi il caffé macchiato ha lo stesso costo di quello liscio, Loris Cerbara, che spiega di lavorare nel settore da quando aveva 11 anni, chiarisce che la differenza, nel prezzo, «la fa sempre la qualità». «Se usassi un latte “da poco” – dice convinto il barista, mostrando la confezione del latte che utilizza – potrei tranquillamente non farlo pagare, ma siccome preferisco dare un buon prodotto ai miei clienti, non posso fare diversamente».

Tuttavia, alcuni avventori non hanno subito compreso il cambiamento di prezzo, così il titolare ha appeso il cartello alla cassa. «Succedeva che pagassero un caffè, e poi al bancone lo chiedessero macchiato – chiarisce Cerbara – e allora, per evitare di dover tutte le volte puntualizzare che in quel caso avrebbero dovuto pagare 20 centesimi in più, l’ho scritto laddove è ben visibile». «D’altronde – sottolinea – da me il caffè si beve a un euro, perché io ritengo che non abbia senso farlo pagare di più, anche utilizzando miscele di qualità. Se il caffè è buono i clienti tornano, se è cattivo no».

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