Rimini. Hotel DuoMo, il gioiello di Arad all’asta per 3,9 milioni

Andrà all’asta giovedì 30 giugno l’albergo DuoMo di via Giordano Bruno, dopo il fallimento della società John Perry proprietaria dell’immobile dichiarato dal giudice delegato del Tribunale fallimentare di Rimini Francesca Miconi lo scorso 17 dicembre.

Per l’hotel disegnato dall’archistar israeliano Ron Arad, costato più di 10 milioni di euro, il prezzo base è stato fissato in 3 milioni e 950.000 euro.

Simbolo nel mondo

L’albergo DuoMo si può definire senza ombra di dubbio come uno fra i simboli della città a livello internazionale. È stato inaugurato nel maggio del 2006 dall’imprenditore riminese Pier Paolo Bernardi, che aveva già legato il suo nome all’hotel Mercure La Gradisca, il primo albergo a tema dedicato a Federico Fellini aperto nel 1997, e al Grand Hotel, per cui ha inventato il buy-out di acquisto nel 2002.

Grazie al suo look così particolare è stato immortalato sulle pagine delle riviste di design di tutto il mondo: non si contano le fotografie scattate, in particolare, al futuristico banco della reception, un anello in acciaio inossidabile che poggia su una colonna.

E ha ottenuto riconoscimenti immediati: già nel 2006 è stato scelto come “Best Hotel” dai magazine britannici Sleeper e Wallpaper, mentre l’anno successivo ha ricevuto il “Best Hotel Design Award 2007” da TravelandLeisure, la rivista più diffusa negli Stati Uniti. Sei anni fa, Bernardi ha ceduto le sue ultime quote della John Perry a una società di Milano, lasciando la titolarità dell’albergo e non avendo più niente a che fare neanche con la sua gestione.

L’asta

Nel 2020 la proprietà, a causa delle difficoltà economiche, aveva presentato un piano di concordato al Tribunale di Rimini, con l’obiettivo di raggiungere un accordo con i creditori e di evitare il fallimento e la vendita all’asta dell’hotel, salvo poi rinunciare all’idea. Oltre all’immobile, dotato di 34 camere e 9 suite, andranno all’asta anche «attrezzature e arredi elencati e descritti nell’inventario agli atti della procedura fallimentare – si legge nell’avviso diffuso ieri e pubblicato su Internet –, licenze e titoli abilitativi con cui viene attualmente esercitata l’attività alberghiera, e i contratti di lavoro con i dipendenti indicati nella documentazione agli atti della procedura».

Le offerte in aumento non potranno essere inferiori ad 80mila euro e dovranno essere presentate in busta chiusa allo studio del notaio Luigi Ortolani di Riccione entro le 13 di mercoledì 29, accompagnate da un assegno circolare non trasferibile di importo non inferiore al 10% del prezzo offerto a titolo di deposito cauzionale.

Rimane facoltà del curatore fallimentare quella di sospendere l’aggiudicazione nel caso in cui arrivino una o più offerte di acquisto migliorative per un importo superiore di almeno il 10% al prezzo di aggiudicazione entro 10 giorni. In questo caso l’asta ripartirebbe con un nuovo prezzo base.

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