Rimini, grandi firme “taroccate”: chiesti danni per milioni di euro

«Professionisti della contraffazione» pronti a «taroccare su larga scala pressoché tutti i marchi più in voga nel settore dell’abbigliamento sportivo e dello streetwear». Griffe conosciutissime soprattutto tra giovani e giovanissimi. Per farlo avrebbero sfruttato al meglio le lacune in materia di tutela del diritto d’autore nella vicina San Marino, dove avevano registrato all’ufficio brevetti i presunti marchi taroccati. Magliette rivendute a prezzi da favola. Entra nel vivo, con il racconto dell’inchiesta affidato agli investigatori delle Fiamme gialle, il processo relativo all’Operazione “Eden Brand” coordinata dal pubblico ministero Paola Bonetti. . Oltre ai beni ancora sotto sequestro dovranno guardarsi dalle richieste risarcitorie dei brand internazionali che si sono costituiti parte civile nel processo. Prada, Balenciaga, Adidas, Nike, Fila, Vans, Dior, Gucci, Supreme, Lacoste, Rolex, Moet&Chandon e Dom Perignon, Levi’s, New Balance, Hilfiger. Hermes, e perfino McDonalds. Un’eccezione dell’avvocato Venturi ha escluso la società che possiede il marchio Trasher per la mancata traduzione di un atto (chiedeva un milione di euro).

Un particolare del materiale sequestrato

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