Rimini. Graduatorie, esultano i prof: al via gli aggiornamenti

Graduatorie per le supplenze, i docenti esultano: verranno corretti tutti i punteggi errati. Ora è corsa contro il tempo perché le rettifiche su 15mila domande, quasi tutte da ricalcolare, vengano messe a punto prima del 16 agosto. A monte del problema il decreto ministeriale del 2017, a cui il provveditore Rimini, Mario Maria Nanni, si è attenuto tralasciando due successive ordinanze che, come hanno spiegato dalle colonne del “Corriere Romagna” i sindacati Uil, Snals e Flc Cgil Rimini, allargavano le maglie delle certificazioni informatiche in grado di generare punteggio.

La storia

La protesta degli insegnanti precari era montata nei giorni scorsi, di fronte alla mancata attribuzione dei corsi acquistati con la speranza di scalare la classifica, per aspirare a un contratto migliore o più lungo. Tra i primi a rendersi conto che qualcosa non girava a dovere, in una sorta di gioco dell’oca che riportava al punto di partenza, è stata la docente di Grafica, Valentina Giulietti. «È una settimana che non dormo, perché non ci sto a pagare per gli sbagli altrui. Ho creato un gruppo Whatsapp, diramando la vergogna in corso. Ora spero solo che tutto si risolva al più presto. Nessuno deve giocare con il nostro diritto al lavoro, dopo una vita di sacrifici e studio per arrivare fin qui».

È un fiume in piena la 41enne riminese che da 5 anni lavora nella scuola e che, nonostante due diplomi di maturità, altrettante lauree e un’infinità di titoli culturali rischiava di non rientrare in aula a settembre, anzi di non lavorare affatto. Un’ipotesi che avrebbe fatto naufragare il progetto di andare a vivere da sola, continuando a investire sulla sua formazione come fa da quando ha lasciato il lavoro di Graphic Designer free lance, chiudendo la partita Iva. Lo definisce un salto nel buio che ora rischia di farla restare con un pugno di mosche in mano. Eppure nei mesi scorsi aveva acquistato un pacchetto informatico al costo di 199 euro comprendente quattro certificazioni riconosciute dal ministero all’istruzione. «Un percorso che mi avrebbe assicurato due punti – prosegue ancora la prof – dopo sei prove scritte da sostenere per ogni corso».

Ora vinta la prima battaglia, invita tutti i colleghi «a un’ulteriore prova di pazienza, perché sanare su 15mila domande una montagna di voci sbagliate, compresi master e altre certificazioni, richiederà tempo».

A tenere banco resta una certezza: se le rettifiche che procedono seguendo l’ordine numerico delle varie discipline non andranno a buon fine, Giulietti presenterà ricorso. Con i colleghi ha assistito al giro di boa già nel tardo pomeriggio di lunedì. Distanti ma uniti nel mare magnum del web, hanno visto rivoluzionare in diretta, fra lacrime e risate, punteggi e posizioni per volontà del provveditore.

Scuole, scelta alla cieca

Ma non è ancora detta l’ultima parola, tanto più, precisa la docente, «perché resta da esprimere la preferenza sulle 150 scuole in lista con una scelta alla cieca in quanto le disponibilità quest’anno saranno pubblicate solo a dadi fermi. Una roulette russa dunque dove decideremo se scegliere uno spezzone, un contratto al 30 giugno o al 31 agosto facendo i calcoli sulla base del niente. Sarà un algoritmo – allarga le braccia la prof – a scegliere il nostro destino».

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