Rimini, Gnassi: “Museo Fellini luogo dinamico per le arti” e arriva Sassoli

RIMINI. Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi tira dritto e guarda al futuro. Dopo l’inaugurazione degli spazi legati al Museo Fellini rivendica con orgoglio una scelta che ad alcuni non è piaciuta e annuncia la visita oggi del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. “Anno 1960, esce La Dolce Vita di Federico Fellini”, scive il primo cittadino su Facebook. “Polemiche feroci per la pellicola, in testa il celebre editoriale intitolato ‘Basta!’ In cui l’Osservatore Romano ne chiedeva la censura e il ritiro per oscenità. Il successivo superamento del giudizio da parte di una Chiesa che già si avvicinava al Concilio Vaticano II, grazie a personalità come il cardinale Siri e Padre Arpa, ha segnato non la storia del cinema italiano, ma la storia intera dell’Italia, a grandi passi proiettata verso la modernità. 61 anni dopo l’Osservatore Romano e l’agenzia di stampa della Cei sdoganano il Fellini Museum con una definizione azzeccata: felicemente inaudito. Qui, in questa sintesi, c’è tutto Fellini e la sua capacità di uscire da qualsiasi omologazione per approdare in un luogo al di là dello scandalo, della polemica, della divisione. Prima di essere una straordinaria attrazione culturale del nostro Paese, il Fellini Museum è un luogo universale dell’anima, fatto di buio e di luce, di immanenze e trascendenze. Lì dentro prima ci si perde, condizione indispensabile al ritrovarsi. C’è orgoglio e pace nel raccogliere giudizi che confermano la sensibilità e l’attenzione all’atto di accostarsi a Fellini per musealizzarlo. Rompendo i lucchetti di una teca di legno e rompendo certe antiche consuetudini di una cultura che non sa essere che elitaria e in definitiva nostalgica. Che considera il cinema persino non un arte come le altre. Questa è la verità. E che persino si spinge in alcuni a considerare quella pittorica per fare un esempio come “finita al massimo nell’800”. A dire che neanche Picasso esiste”.

” Figuriamoci il cinema”, aggiunge Gnassi. “Fellini è, non era. Fellini non è un brand e neanche solo un corpus di film ma uno spazio aperto di discussione sul sé e sul fuori di sé. Il Fellini Museum e una chiave, una piattaforma, che ospiterà e divulgherà le arti, diverse, dei talenti che si sono misurati e si misurano con le loro opere con l’idea che “nulla si sa tutto si immagina”. Questa è l’eredità e penso anche il dovere morale di chi dovrà poi far funzionare il Museo non museo Fellini. Un luogo dinamico, non una teca seppur bellissima ferma e statica. Che in questo caso è una città e la forma che si sta dando per capire e comprendere la modernità e non solo darne giudizi sommari, nel nome di ‘un tempo si stava meglio’. Fellini costantemente rimarrà felicemente inaudito”. Gnassi mostra una foto che parla della visita di ieri del ministro Garavaglia, accompagnato dall’onorevole Morrone, al Fellini Museum. “Per il ministro”, spige ail sindaco, “questo Museo è una eccellenza e un vanto per tutta l’Italia e per lo scenario culturale e artistico internazionale. Grazie anche a lui di essere venuto come il Presidente del parlamento europeo David Sassoli che arriverà stasera. Grazie alle decine di migliaia di riminesi, di italiani e stranieri che si sono ripresi l’inaudita bellezza della nostra città”.

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