Rimini, gli albergatori alla Cgil: “Ora basta, non va difeso chi non ha voglia di lavorare”

Respinge le accuse Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione Albergatori di Rimini. I sindacati dicono: non si trovano lavoratori stagionali perché contratti e orari non vengono rispettati e i salari sono troppo bassi. “Sfruttatori” è il complimento più elegante dedicato all’industria delle vacanze.

«Adesso basta – esordisce Rinaldis -. Lo dico per rispetto dei dipendenti seri e gli imprenditori corretti che da anni lavorano sul territorio».

Ma? «Invito i sindacati a essere presenti ai colloqui: paga sindacale, giorno di riposo, orari stabiliti. Non difendo i cattivi gestori, ma a questo punto chiedo io di essere tutelata dai “cattivi” dipendenti che vengono assunti e poi non si presentano».

Succede spesso, nella media, una volta ogni tanto? «In associazione riceviamo segnalazioni continue. A me è capitato proprio questa mattina. I documenti sono pronti, la signora non si vede, chiamo e mi dice “non so se vengo, ma se vengo non voglio i due rientri serali, mi trovo qualcosa in nero, mi conviene così faccio due lavori”. Cambio il contratto e alle sette di mattina non la vedo. Chiamo. “Io non vengo alle 7, meglio le 8, alla sera lavoro”. Alla fine non si è vista. Negli ultimi anni succede sempre più spesso, per non parlare di chi va via dopo due o tre giorni perché trova di meglio. Possono farlo, mentre io non posso licenziare».

La Cgil motiva paghe basse alla base di ogni rifiuto. Può fare qualche esempio? «Una cameriera ai piani part time a cinque ore al giorno, prende 1.320 euro al mese, 1.500 a sei ore e quaranta. I sindacati stanno alimentando una dietrologia, io voglio difendere i dipendenti seri e non chi sta rovinando tutto. Chiedo io alla Cgil di trovare persone capaci, noi diamo tutte le garanzie contrattuali, però voglio essere tutelata se il lavoratore non si presenta o se ne va dopo un giorno. I soldi che spendo in più nel contratto chi me li dà, la Cgil? È una tragedia. Quando il 50-60 per cento del personale è storico, sempre quello, siamo di fronte a una gestione sana, tutte le altre situazioni le combatto anche io. Solo oggi in un quattro stelle due persone non si sono presentate al lavoro. Dico basta, non voglio essere messa alla berlina da chi non se lo merita».

Ammetterà però che se, come dice, c’è chi va via perché trova di meglio è facile che il “nero” sia offerto da qualcuno. «Questi sono gli imprenditori che non difendo, voglio difendere la maggior parte dei dipendenti e degli operatori seri. Cattive esperienze possono esserci e vanno denunciate, ma non attacchiamo il lavoro, dobbiamo essere uniti per il lavoro».

La Cgil chiede di affrontare tutto a un tavolo ad hoc. «Con questi presupposti non ci siederemo mai. Non siamo all’inizio del Novecento, quel periodo è passato».

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