Rimini, Giulia Sarti (5 stelle) restituisce un tesoretto

Rimini, Giulia Sarti (5 stelle) restituisce un tesoretto

«La decisione dei probiviri potrebbe arrivare prima della fine dell’estate ma non so se la daranno solo a me o la pubblicheranno sul sito: io attendo, di più non posso fare e pensarci in questo momento serve a poco». Giulia Sarti, deputata eletta tra le file del M5s, si è autosospesa dal Movimento in attesa che le dicano se ci sarà il cartellino rosso dopo il caso esploso a inizio 2018 dei rimborsi non versati: 23mila euro che aveva detto di avere dato per rimpinguare il fondo del microcredito e in realtà mancavano all’appello; per questo ammanco lei aveva accusato l’ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche ma il giudice delle indagini preliminari aveva archiviato il caso su richiesta del pm, stabilendo che la deputata non era stata derubata.
In fila, prima la Sicilia
Da mesi sull’onorevole riminese è calato il silenzio. Il capo del Movimento, Luigi Di Maio, ha chiesto la sua testa e rimesso la decisione ai probiviri. E lei è in attesa: «Ci sono altri casi che stanno vagliando», spiega al telefono, durante una pausa dei lavori della Camera a Roma, «come quelli recenti in Sicilia, ad esempio». L’ex capogruppo al Consiglio comunale di Palermo del M5s, Ugo Forello, e la consigliera Giulia Argiroffi, sono stati espulsi perché “rei” di dichiararsi «indipendenti dai lavori del resto del gruppo consiliare di appartenenza anche attraverso modi di agire poco cooperativi e trasparenti nei confronti degli iscritti».
Un fiume di denaro
In attesa di capire quale sarà il suo destino, la Sarti si ritrova ormai da mesi tra le parlamentari che stanno restituendo più denaro di tutti tra i portavoce grillini. Un tesoretto che viaggia dallo scorso autunno a ritmi di quasi diecimila euro al mese da destinare sempre a quel fondo del microcredito che poco più di un anno fa le aveva creato così tanti problemi e a cui ha dato già in totale 209.777 euro, stando alla rendicontazione ferma al mese di maggio. I colleghi viaggiano a medie di duemila euro al mese. Il fiume di denaro, precisa la stessa deputata, non lo sta versando per ripianare quei 23mila euro che le hanno contestato: «Quei soldi, io li ho ridati subito e non c’entrano assolutamente nulla».
Le cifre e le spese
Nessun collegamento – sostiene l’onorevole – nemmeno con il possibile tentativo di ingraziarsi il giudizio dei probiviri: «Ribadisco – dice la deputata – quel denaro contestato e oggetto della decisione io l’ho ridato subito». La Sarti spiega come arriva a quelle cifre: «Da quando mi sono autosospesa ho tagliato praticamente tutte le spese che avevo prima, ovvero tutti i collaboratori e tutti gli eventi che organizzavo invece in precedenza per il M5s». Questo si è tradotto «in un risparmio che verso a cadenza mensile». Tradotto: in ottobre 8.241 euro, saliti a 9.071 a novembre e 9.779 in dicembre, fino al picco degli 11.304 di gennaio (su 16.540 ricevuti) e mantenere ritmi da oltre 9mila nei mesi della primavera: l’ultimo versamento a maggio è di 9.268. «Fino a quando resterò autosospesa – conclude la Sarti – verserò queste cifre, in seguito è chiaro che vedrò come si evolve la situazione».

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1 commento

  1. Quando dai fiducia ad una persona consegnandogli le chiavi delle tue cose più personali, poi è impossibile dimostrare che ti ha derubato, tantomeno se c’è di mezzo la politica, caso in cui chi giudica tende a dare un colpo alla botte e uno al cerchio.
    La Sarti non ha intascato quei soldi.

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