Rimini. Frutta, aumenti record. “La gente compra meno”

«Siamo in piena emergenza. Se l’inflazione prima incideva sulle fasce meno abbienti, adesso ha iniziato ad indebolire anche il potere d’acquisto delle classi medie, quelle che venivano considerate benestanti. E non voglio nemmeno immaginare i prossimi dati tendenziali di giugno, luglio e agosto». Era metà giugno quando il segretario di Federconsumatori Rimini, Graziano Urbinati, dalle colonne del Corriere Romagna, lanciava l’allarme “carrello della spesa”. E l’inflazione galoppava al 6,5% (maggio). Nemmeno una ventina di giorni, e il costo della vita raggiunge livelli mai toccati dal 1986: +8%. Con frutta e verdura a spaventare i consumatori. Denuncia Udicon Emilia Romagna (Unione per la difesa dei consumatori): «A causa dell’emergenza idrica dovuta alla siccità che sta colpendo alcune regioni italiane, e in particolare l’Emilia-Romagna, i prezzi sugli scaffali dei supermercati di frutta e verdura stanno subendo aumenti dal 20 al 40%. Una situazione “insostenibile” per i consumatori, che si va ad aggiungere ai numerosi rincari di altri beni di prima necessità come luce e gas». Stime preoccupanti, che consolidano una tendenza pericolosa per il portafogli dei dipendenti e dei pensionati. E che viene confermata dagli stessi negozianti di Rimini. «Abbiamo dovuto ritoccare i prezzi dei prodotti di un buon 20% – sottolinea la titolare del “Frutta e verdura” di via della Fiera -. Con la conseguenza che i clienti acquistano un po’ di tutto, ma in quantità decisamente più bassa rispetto a qualche mese fa». Aggiunge Alessandro Silvestri del frutta e verdura di via Saffi: «In particolare sono cresciuti i prezzi della frutta, meno della verdura. Ad esempio, le pesche sono aumentate del 25%, così come le ciliegie, ma solo quelle grandi, perché le piccole non hanno subìto forti incrementi».

Tuttavia, il caro prezzi riminese sembra registrare livelli più bassi rispetto ai dati regionali in possesso di Udicon: «A vedere dai nostri osservatori – spiega Vincenzo Paldino, presidente dell’associazione – abbiamo un 30-40% in più per la frutta e un 20-30% in più per la verdura. E tra i prodotti più colpiti ci sono cetrioli, cipolle rosse, zucchine, lattughe, che in questo momento vanno per la maggiore sulla nostra tavola». Rilancia Fabrizio Sarpieri del negozio di via XX Settembre 1870: «Più che la frutta, abbiamo registrato un’ascesa dei prezzi nell’insalata e negli spinaci, possiamo parlare rispettivamente di un +10% e di un +20%. Questo a causa del caldo torrido e della siccità che hanno penalizzato pesantemente le colture, in particolare le verdure che si trovano sempre di meno a costi sempre più alti». Chiosa allora Paldino: «Il cambiamento climatico in atto è sotto gli occhi di tutti. Ma dobbiamo far notare che negli ultimi vent’anni poco o nulla è stato fatto, a livello nazionale, per garantire con lungimiranza le riserve idriche, anticipando l’arrivo dei problemi attraverso la costruzione di nuovi invasi. Davanti all’emergenza idrica che sta colpendo in particolare l’Emilia-Romagna e che sta provocando questi aumenti, 30%-40% per la frutta, 20%-30% per la verdura, adesso non c’è soluzione diversa che razionare in modo consapevole l’uso dell’acqua. Purtroppo non ci sono soluzioni alternative».

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