Rimini, foto hot dell’amante ravennate al rivale in amore: 5 mesi all’ex carabiniere

Delle 12 foto che ritraevano la donna con la quale si stava frequentando, distesa senza veli nel letto, almeno 4 sarebbero state realizzate con il telefonino che aveva in uso e che gli è stato successivamente sequestrato quando la protagonista di quegli scatti intimi, vedendoli circolare, lo ha denunciato.

E’ la conclusione della perizia informatica disposta dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Galanti, che ha portato alla condanna di un ex carabiniere 60enne residente nel Riminese: al termine del rito abbreviato, il gup ha deciso per una pena di 5 mesi e 10 giorni, a fronte della richiesta di 6 mesi avanzata dal sostituto procuratore Stefano Stargiotti, demandando eventuali risarcimenti alla parte offesa (tutelata dall’avvocato Paola Brighi) in sede civile.

La rivalità tra i due uomini

L’ex militare – difeso dall’avvocato Maria Rivieccio del Foro di Rimini – era accusato di avere divulgato in maniera illecita immagini sessualmente esplicite: per l’esattezza, quelle della donna con la quale aveva una relazione. Le avrebbe inviate a colui che considerava il proprio rivale in amore, sperando così di convincerlo a farsi da parte. Non aveva previsto, forse, che il destinatario dell’invio avrebbe mostrato le immagini alla diretta interessata, scatenandone la collera.

Quattro denunce

Il fatto, avvenuto a cavallo tra estate e autunno del 2019, ha portato a quattro denunce presentate dalla donna, una ultra-trentenne residente a Ravenna. L’imputato non ha mai negato di avere trasmesso le immagini della donna all’altro uomo. Di tutte le fotografie di natura intima che aveva nel proprio telefonino, ne aveva scelte alcune scattate nel proprio letto, “tradendone” – secondo quanto contestato – la finalità; sarebbero cioè dovute restare nell’ambito della sfera relazionale tra amanti e non divulgate a una terza persona, a sua volta legata sentimentalmente con la stessa donna, seppure senza alcun vincolo coniugale.

Scoppiato lo scandalo, tra i due “litiganti” si erano paradossalmente distesi i rapporti. All’epoca avevano entrambi cancellato dalla chat di whatsapp le foto incriminate. Ma dopo la denuncia, è bastato un accertamento tecnico dei carabinieri per fare riemergere lo scambio di messaggi. Pur trattandosi di scatti in astratto realizzati consensualmente, il reato è di quelli che potenzialmente prevedono pene severe.

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