Rimini. Finanziamento per Banca Cis, Pelliccioni a giudizio

Assolto lunedì scorso a San Marino sarà invece processato in Italia per l’ennesima vicenda. Sono le due facce della medaglia della presunta truffa da un milione e 150mila euro che l’imprenditore riccionese Flavio Pelliccioni avrebbe commesso raggirando il magnate anglo-arabo Ali Turki (assistito dall’avvocato Stefano Caroli) interessato all’acquisto di Banca Cis a San Marino. Prima udienza del processo riminese il 2 febbraio del prossimo anno. Sul banco degli imputati siederà anche il commerciante d’auto napoletano Giovanni Covino. Anche lui deve rispondere del reato di truffa per aver incassato da Turki 650mila euro per la vendita di una Rolls Royce Phantom mai consegnata. Inutilmente i difensori dei due imputati Alessandro Petrillo per Pelliccioni e Simone Sabatini hanno chiesto al Gup Vinicio Cantarini di eccepire la competenza territoriale in quanto i presunti reati sarebbero stati commessi materialmente sul Titano. Il giudice, invece, così come indicato dalla Cassazione, ha ritenuto che siccome entrambe le vicende sono nate durante incontri svoltisi al Grand Hotel Des Bains di Riccione dove Turki alloggiava, Rimini è la sede naturale dove celebrare il processo.

La storia

Secondo il pubblico ministero Davide Ercolani, con un’abile messa in scena, Falvio Pelliccioni si sarebbe intascato un milione e 150.000 mila euro versati da Turki ad un broker assicurativo della Repubblica Ceka quale provvigione per ottenere un finanziamento di 50 milioni di euro da una banca di Riga (Lettonia), soldi per acquistare Banca Cis. Pelliccioni accompagnò in prima persona Turki a Riga in banca e davanti al notaio per ufficializzare la pratica. Del finanziamento Turki non ha mai visto un centesimo. Ampia la documentazione nelle mani della Procura come le ricevute dei bonifici e una scrittura privata redatta dallo stesso Pelliccioni ritenuta dall’accusa molto compromettente.

A Gianni Covino, 42 anni, procuratore speciale della società R32 da cui Turki ha comprato una Rolls Royce Phantom, viene invece contestato di aver usato la supercar come garanzia alla situazione debitoria della R32 con Banca Cis. Covino, per la Procura, avrebbe raggirato anche il finanziere egiziano Mohamed Alì Ashraf (colui che aveva portato Turki alla R32 e per questo denunciato nell’esposto dal magnate arabo). Anche con lui avrebbe usato la Bentley Continental Gt da 130mila euro, una Mercedes Gle (104mila euro) e una Maserati Grancabrio (130mila euro), sempre per tappare i “buchi” con Banca Cis.

Ultima annotazione

Alì Ashraf che nel processo a Rimini sarà parte lesa a San Marino era invece sul banco degli imputati come complice di Flavio Pelliccioni ed è stato assolto a sua volta. «Confidiamo che anche in Italia – commenta l’avvocato Alessandro Petrillo – il processo si chiuda con la stessa sentenza di San Marino. Si tratta infatti della stessa vicenda».

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