È vero quanto afferma l’assessore Piscaglia: 15 o 20 anni fa nessuno si sarebbe immaginato che Rimini sarebbe tanto cambiata. Molte cose sono successe, piacciano o meno, e adesso la provincia godereccia aspira al ruolo di città d’arte: prova ne è il nuovo, recentissimo tentativo di far riconoscere il Tempio Malatestiano quale patrimonio mondiale Unesco.

Uno dei cardini di questa nuova Rimini è Antico/Presente, meglio conosciuto come il Festival del mondo antico, rassegna nata da un’idea di Marcello Di Bella alla fine degli anni Novanta, quando l’Italia si riempì di festival e rassegne – dalla filosofia alla letteratura – portando d’un tratto la cultura “alta” a un livello “pop” e richiamando al contempo migliaia di persone (evviva la divulgazione!). Rimini scelse di puntare sull’antico, di cui la città conserva preziose vestigia nonché un cospicuo patrimonio museale: l’anno prossimo si concluderà pure il settennato di festeggiamenti per i 2000 anni del vetusto giovincello Ponte di Tiberio.

Magnifiche ossessioni

Ed eccoci qua alla 22ª edizione del festival, dedicata alle passioni, o meglio, alle Magnifiche ossessioni: ossessione come quella che ha portato lo studioso Giulio Zavatta a convincere la Gemäldegalerie di Berlino a prestare l’opera di Raffaello denominata Madonna Diotallevi e appartenuta appunto al collezionista riminese Audiface, ricco banchiere morto in bancarotta nel 1860. Un modo con cui raccontare la Rimini dell’Ottocento in un allestimento (su cui si punta molto anche per future mostre) ideato dallo studio Cumo Mori Roversi, dove la tavola del giovane urbinate sarà affiancata da due capolavori del Trecento riminese (taglio del nastro 16 ottobre alle 16, museo).

Un anno di svolta

«L’anno 1843 – spiega Piscaglia – è quello in cui Rimini entra nella modernità, emerge una nuova classe dirigente liberale, viene fondato lo Stabilimento Bagni, viene posta la prima pietra del teatro. Si appresta a diventare insomma una città europea».

Solo 12 mesi prima il mercante Waagen era venuto in riviera per acquistare 74 opere della collezione Diotallevi, tra cui appunto la Madonna, inizialmente attribuita al Perugino.

Sulle vicende della collezione e su questo singolare personaggio è già uscito un bel volume per l’editore Nfc; un altro è in fase di pubblicazione con saggi, oltre che di Zavatta, anche di Alessandro Giovanardi e Giovanni Rimondini, ed è prevista anche una ristampa in lingua inglese.

Spulciando il programma

Fra storia, letteratura, filosofia, archeologia, arte, antropologia e sport, Antico/Presente si dilata in più giornate di appuntamenti (14, 16, 17, 18, 21 ottobre) con il coinvolgimento di importanti studiosi, a iniziare dagli ospiti della giornata di apertura Alessandro Vanoli, Maurizio Bettini e Piero Meldini (Museo della Città, 14 ottobre, ore 15.30) fino al congedo affidato a Massimo Recalcati (Teatro Galli, 21 ottobre, ore 18.30, anche in streaming).

La giornata di sabato 17 invece sarà quella dedicata ai 30 anni del Museo della Città: alle 9.30 un incontro per guardare al futuro, e a seguire un ricordo dello studioso Giancarlo Susini, “papà” del Lapidario romano, a 20 anni dalla morte.

Tappe del festival sono previste anche a Bellaria-Igea Marina, Cattolica, Riccione, Santarcangelo, Verucchio.

Libri, autori e bambini

Gli incontri con l’autore propongono le ultime pubblicazioni di Vera Negri Zamagni (Occidente), Giovanni Brizzi (Andare per le vie militari romane), Elisa Tosi Brandi (Sigismondo Malatesta), Andrea Santangelo (El Alamein).

Plauso a una manifestazione che non soccombe al solito elenco di ospiti «tutti maschi».

Torna anche Piccolo mondo antico, dedicato ai bambini.

Progetti, ricordi, novità editoriali

Il 2021, annuncia Giampiero Piscaglia, porterà un volume dedicato al bimillenario ponte, uno studio dedicato a Dante Alighieri nei 700 anni dalla morte nonché alla “sua” Francesca da Rimini, e un ricordo del grecista Federicomaria Muccioli (Rimini 1965-2020) scomparso a maggio, docente a Bologna e autore di una importante Storia dell’Ellenismo per il Mulino, casa editrice che, insieme al Comune, cura l’intero festival.

L’assessore regionale

«Credo che questo festival sia molto importante per Rimini – ha detto ieri l’assessore regionale Mauro Felicori in un video messaggio –, perché è una città vera, piena, totale dove, nel giro di pochi giorni, si inaugura una collezione di arte contemporanea, il Part, e si apre un festival come questo che affonda le radici in quell’antichità simboleggiata dall’Arco di Augusto, inizio della via Emilia, una specie di ingresso nella civiltà».

Gli appuntamenti sono gratuiti ma su prenotazione: antico.comune.rimini.it

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